Polveri a Bagnoli. Fonte Corriere del Mezzogiorno.
Polveri a Bagnoli. Fonte Corriere del Mezzogiorno.
📍 Bagnoli

14 Marzo 2026

Chiara Imbimbo

Bagnoli e la minaccia polveri sottili: la sfida invisibile e tutti i rischi del PM10

Non è una psicosi collettiva ma un rischio concreto per la salute dei cittadini.

A Bagnoli i rischi legati alle polveri sottili sono concreti e reali. Gli ultimi rilevamenti, effettuati dalla stazione mobile ARPAC nei pressi di Città della Scienza, e quindi in prossimità della colmata, hanno evidenziato un picco significativo dei livelli di PM10 nell’aria. Nella settimana dal 1 al 9 marzo, infatti, i limiti di polveri sottili nell’aria, hanno sforato i limiti consentiti dalla legge per ben 5 volte. E, anche giorni in cui i livelli erano nella media, si sono verificati picchi in determinati orari. Le polveri sottili, dunque, sono diventati un timore tangibile per chi vive nei pressi dell’ex polo siderurgico. Tra gli abitanti, infatti, si parla già di sintomi legati all’esposizione.

I limiti stabiliti da OMS e Commissione Europea

L’inquinamento atmosferico rappresenta una sfida critica per la salute pubblica, spingendo istituzioni come l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e la Commissione Europea a intervenire con rigore. Questi, infatti, hanno stabilito limiti stringenti per monitorare le polveri sottili, fissando soglie massime di concentrazione per il PM2.5 e il PM10 nell’aria che respiriamo.

Nello specifico, la normativa europea impone un valore soglia di 50 μg/m³ per il PM10. Le autorità sanitarie avvertono che l’aria non deve superare tale limite per più di 35 giorni all’anno per evitare gravi ripercussioni sulla popolazione. Queste direttive mirano a ridurre l’esposizione cronica agli inquinanti, obbligando i governi ad adottare misure strutturali per migliorare la qualità ambientale. Il rispetto di tali parametri non è solo un obbligo legale, ma una necessità vitale per proteggere il benessere collettivo e contrastare le malattie respiratorie e cardiovascolari derivanti dallo smog.

Che cos’è il PM10?

Il PM10 costituisce un complesso miscuglio di particelle solide e liquide che fluttuano nell’aria. Il Ministero dell’Ambiente definisce questa sostanza come particolato con un diametro inferiore o uguale a 10 µm, capace di restare sospeso per lunghi periodi e viaggiare su grandi distanze.

Le polveri sottili aggrediscono l’apparato respiratorio umano, provocando gravi danni alla salute. Il particolato si divide in due categorie: il PM10 primario, che le sorgenti emettono direttamente, e il PM10 secondario, che si genera nell’atmosfera attraverso reazioni chimiche tra altri inquinanti.

America’s Cup a Bagnoli
America’s Cup a Bagnoli

Limiti superati a Bagnoli

A Bagnoli, quartiere di Napoli, la questione del PM10 è particolarmente preoccupante a causa dei recenti lavori di bonifica e delle attività legate ai cantieri per l’America’s Cup, che possono sollevare polveri dai suoli ancora contaminati dall’ex Italsider.

Le rilevazioni recenti dell’ARPAC hanno segnalato diversi superamenti dei limiti di legge per il PM10 (fino a 5 sforamenti in 9 giorni), con picchi che hanno superato il doppio della soglia consentita (oltre 110 µg/m³ a fronte di un limite di 50). A causa della natura del sito (ex industriale), l’aumento del PM10 a Bagnoli non riguarda solo “polvere generica”, ma può trasportare particelle di metalli pesanti o idrocarburi presenti nel terreno.

I sintomi legati all’esposizioni a polveri sottili

Sui gruppi social dell’ex area industriale si inizia a parlare di “primi sintomi” legati all’esposizione al PM10. Sono già diversi i residenti della zona che scambiano battute sulla questione. In effetti, ci sono sintomi ben precisi riconducibili ad un eccesso di polveri sottili nell’aria che spaziano da sintomi respiratori acuti e irritazioni oculari.

L’inalazione di polveri, infatti, può portare tosse secca, bruciore alla gola e riniti, segnali d’allarme immediati di una forte irritazione delle vie aeree. Chi soffre di asma o allergie avverte spesso un peggioramento del fiato corto, soprattutto durante l’attività fisica, mentre il contatto diretto con le particelle sospese causa frequentemente prurito, arrossamento e lacrimazione oculare. La situazione desta particolare preoccupazione laddove i lavori coinvolgano terreni di riporto industriale, come nel caso di Bagnoli: esperti come il team del geochimico De Vivo mettono in guardia sul pericolo di respirare sostanze altamente tossiche, inclusi gli IPA.

La situazione a Bagnoli richiede, dunque, un’attenzione costante. Resta impellente la necessità di monitoraggio del PM10 per tutelare la salute pubblica, specialmente in prossimità dei cantieri attivi. Solo una sorveglianza trasparente e costante può garantire la prevenzione dei rischi per i residenti.

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