Salvatore Giordano
Salvatore Giordano
📍 Napoli

14 Febbraio 2026

Chiara Imbimbo

Napoli: 14enne colpito a morte per crollo in Galleria Umberto, dopo 12 anni arrivano tre condanne definitive. Chiuso il caso Giordano

Era il 5 luglio 2014 quando il ragazzino si trovava con gli amici in Via Toledo, all’ingresso della Galleria Umberto I.

La Corte ha reso definitive le tre condanne per la tragica morte di Salvatore Giordano, il quattordicenne colpito dai calcinacci nella Galleria Umberto I di Napoli. Il ragazzo è deceduto in ospedale dopo il crollo avvenuto nel 2014. La giustizia conferma così le responsabilità penali, chiudendo il processo giudiziario sulla una vicenda 12 anni dopo la morte di Salvatore.

Due anni di carcere per amministratore e tecnico del condominio

Per il crollo in Galleria Umberto che uccise un 14 anni arrivano, dopo 12 anni, tre condanne. I giudici della Cassazione hanno confermato le condanne per la morte di Salvatore Giordano, dichiarando inammissibili i ricorsi presentati dai due imputati. La decisione rende definitiva la sentenza emessa nel gennaio 2025 dalla Corte d’Appello di Napoli. Mariano Bruno ed Elio Notarbartolo, rispettivamente amministratore e tecnico del condominio di piazzetta Matilde Serao, dovranno scontare due anni di reclusione.

Entrambi avevano scelto di rinunciare alla prescrizione, affrontando il giudizio per i reati di disastro colposo, omicidio colposo e lesioni personali colpose. La vicenda riguarda il tragico crollo dei fregi dalla Galleria Umberto I, che colpì mortalmente il quattordicenne nel 2014. Con questo pronunciamento, la Suprema Corte mette fine all’iter giudiziario, sancendo le responsabilità specifiche nella gestione e nella manutenzione dell’edificio da cui si staccarono i calcinacci fatali.

Galleria Umberto I Napoli
Ingresso Galleria Umberto I di Napoli, ingresso di via Toledo

Ricorso respinto anche per l’ex dirigente comunale Spagnuolo

I supremi giudici hanno respinto anche il ricorso di Giovanni Spagnuolo, ex dirigente comunale, dichiarandolo inammissibile. La Cassazione conferma così la sua responsabilità per il reato di disastro colposo, legato alla mancata messa in sicurezza della Galleria Umberto I.

Tuttavia, la Corte ha sancito la prescrizione per le accuse di omicidio colposo e lesioni colpose, estinguendo le pene relative a questi capi d’imputazione. Questa decisione completa il quadro giudiziario sulla morte di Salvatore Giordano, definendo le diverse posizioni dei condannati e sancendo definitivamente le colpe delle istituzioni e dei tecnici coinvolti nel tragico crollo.

La sentenza 12 anni dopo la tragedia

Proprio all’ingresso della Galleria Umberto I, un pesante frammento di fregio si staccò improvvisamente dalla facciata monumentale, colpendo il quattordicenne alla testa. Nonostante il trasporto d’urgenza in ospedale e i disperati tentativi dei medici di salvargli la vita, il ragazzo morì alcuni giorni dopo a causa delle gravissime lesioni riportate.

Dopo ben dodici anni di attesa, la Cassazione pone il sigillo giudiziario su una vicenda che ha segnato profondamente la città di Napoli. La tragedia risale al 5 luglio 2014, un pomeriggio estivo in cui il giovane Salvatore Giordano passeggiava spensierato con gli amici lungo la centralissima via Toledo.

‘C’è molto di più dietro questa tragica morte ma non posso che prendere atto della decisione della Cassazione – commenta l’avvocato Sergio Pisani, legale della famiglia Giordano – Spero che almeno ora privati e Comune risarciscano la famiglia’.

Questa sentenza definitiva arriva a chiudere un lungo iter processuale, segnato dal dolore della famiglia e dall’indignazione dell’opinione pubblica per lo stato di incuria del monumento. Il verdetto dei supremi giudici, arrivato dopo 12 anni, riconosce le responsabilità penali dietro quel crollo fatale, trasformando una fatalità apparente in una colpa accertata per omessa manutenzione.

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