Agenti di polizia
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📍 salerno

10 Febbraio 2026

Chiara Imbimbo

Gioco d’azzardo e mafie: a Salerno sequestrati 16 milioni di euro, colpito il circuito del riciclaggio

Provvedimento di sequestro emesso ai sensi della normativa antimafia.

Se il gioco d’azzardo mostra rischi e pericoli tangibili, in primi la ludeopatia, e per questo appartiene al monopolio dello Stato che agisce come garante e regolatore, la questione si complica spesso ulteriormente quando esso va a braccetto con la pratica del riciclaggio.

E’ esattamente quello che è successo a Salerno dove la Polizia di Stato, con l’impiego di investigatori del Servizio Centrale Anticrimine e della Divisione Anticrimine di Salerno, e il supporto operativo della locale Squadra Mobile, sta eseguendo un provvedimento di sequestro.

Provvedimento su beni, assetti societari e rapporti finanziari

Il provvedimento è stato emesso ai sensi della normativa antimafia, su proposta formulata dal Procuratore della Repubblica e dal Questore di Salerno nei confronti di un imprenditore del territorio. Il provvedimento è ricaduto su beni, assetti societari e rapporti finanziari, per un valore complessivo di oltre 16 milioni di euro, riconducibili ad un imprenditore.

Le condotte contestate si articolano su tre livelli critici. La prima riguarda la gestione illecita del gioco: l’imprenditore, infatti, gestiva circuiti di scommesse paralleli a quelli legali, evadendo il prelievo erariale e sottraendosi ai controlli dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Il flusso costante di denaro, inoltre, generato dal gioco d’azzardo veniva reimpiegato per “pulire” capitali di provenienza illecita, inquinando l’economia legale. L’aspetto più allarmante riguarda la finalità di agevolare consorterie mafiose. Questo legame suggerisce che l’attività non fosse solo finalizzata al profitto, ma servisse a rimpinguare le casse dei clan e a consolidarne il potere sul territorio nazionale.

gioco d'azzardo
Giocare d’azzardo – Immagine di repertorio

Il gioco d’azzardo come depuratore delle mafie

Per le mafie, il gioco d’azzardo non è solo una fonte di guadagno, ma una vera e propria infrastruttura economica che garantisce tre vantaggi strategici: liquidità immediata, lavaggio del denaro e controllo del territorio.

Il gioco d’azzardo è il “depuratore” ideale per i capitali sporchi. Attraverso scommesse simulate o l’acquisto di ticket vincenti da privati (pagati con un sovrapprezzo in contanti), i clan trasformano denaro proveniente da droga o estorsioni in vincite lecite e tracciabili. I casinò online e i siti di scommesse offshore offrono schermi societari complessi che rendono quasi impossibile seguire il flusso finanziario. Il gioco d’azzardo crea vittime ideali. Il giocatore patologico che si indebita diventa preda facile per l’usura mafiosa. Quando il debito diventa inesigibile, la mafia può acquisire l’attività commerciale del debitore, usandola come prestanome per nuovi traffici. In questo modo, l’economia illegale “mangia” quella legale, trasformando una scommessa in un sistema di schiavitù economica.

Il gioco d’azzardo come volano per l’illegalità

Il provvedimento emesso a Salerno nei confronti dell’imprenditore, oltre a raccontare uno fatto di cronaca, accende i riflettori su una questione più ampia, ovvero, quella che in cui il gioco d’azzardo diventa, spesso, una colonna portante dell’economia illegale che scorre parallela a quella Statale.

L’indagine descrive uno scenario di elevata gravità criminale, in cui il gioco d’azzardo funge da volano per un complesso sistema di illegalità. Al centro del quadro accusatorio si staglia l’imprenditore che ha trasformato l’offerta di giochi e scommesse in uno strumento di controllo economico e territoriale, operando al di fuori del monopolio statale.

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