Antonio Caso chiede al ministro della Cultura di chiarire la cancellazione dei fondi e di intervenire per la messa in sicurezza dell’edificio storico nel napoletano
La cupola della chiesa di San Marcellino a Lausdomini in provincia di Napoli, presenta gravi criticità strutturali legate a infiltrazioni d’acqua e fenomeni di degrado avanzato. Sul caso è intervenuto il deputato del Movimento 5 Stelle, Antonio Caso. Infatti, egli ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro della Cultura Alessandro Giuli. Al centro della richiesta ci sono la cancellazione di un finanziamento previsto nel piano triennale 2022-2024 e la necessità di un intervento urgente di messa in sicurezza.
Le condizioni strutturali della cupola
Secondo quanto riportato nell’interrogazione, l’imponente cupola della chiesa di San Marcellino è interessata da dissesti strutturali causati principalmente dalle infiltrazioni di acqua piovana. Le lesioni presenti nella calotta esterna, unite all’assenza di un sistema di drenaggio efficiente, stanno compromettendo la stabilità dell’intera struttura.
Un ruolo rilevante è attribuito anche agli interventi effettuati dopo il sisma del 1980, quando furono applicate impermeabilizzazioni con guaine e materiali bituminosi. Queste soluzioni, giudicate poco compatibili con l’edilizia storica, avrebbero appesantito la struttura ovoidale della cupola, accelerando il deterioramento dei materiali originari.
Tra il 2019 e il 2020, inoltre, trombe d’aria, nubifragi con forti raffiche di vento e fulmini hanno ulteriormente danneggiato il rivestimento esterno. A questi eventi si sono aggiunti i recenti movimenti tellurici registrati in Campania. Questi ultimi hanno provocato distacchi di intonaco dipinto nell’intradosso e la caduta di calcinacci. Ciò ha reso necessaria l’installazione di reti di protezione per la sicurezza di persone e cose.

Il finanziamento previsto e poi cancellato
Nell’interrogazione, il deputato Caso ricostruisce l’iter avviato nel 2021 dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli, allora diretta da Teresa Elena Cinquantaquattro. In seguito al riconoscimento del rischio di una perdita irreversibile del bene, la chiesa di San Marcellino era stata inserita nella programmazione degli interventi del Ministero della Cultura.
Con decreto ministeriale del 27 aprile 2022 (Rep. 183), il programma triennale dei lavori pubblici 2022-2024 prevedeva per il 2023 uno stanziamento iniziale di 200 mila euro, sul capitolo 7434/4, destinato ad avviare il primo lotto del restauro conservativo della cupola. L’intervento aveva l’obiettivo di garantire la messa in sicurezza, il consolidamento strutturale e il restauro della calotta, della lanterna e degli apparati decorativi interni.
A partire dal 2023, tuttavia, questo intervento risulta assente dalla programmazione ministeriale e i relativi fondi sarebbero stati cancellati. Una decisione che Caso definisce priva di spiegazioni pubbliche e che, secondo il deputato, ha bloccato un’operazione ritenuta fondamentale per la tutela del monumento.
Le richieste al Ministero della Cultura
Con la sua interrogazione, il deputato chiede al ministro Giuli di chiarire le “ragioni politiche e tecniche” che hanno portato alla cancellazione del finanziamento. Il deputato sollecita inoltre il Ministero ad attivarsi attraverso la Direzione generale per la sicurezza del patrimonio culturale. Chiede anche che venga riavviata la prima fase di intervento per la messa in sicurezza della cupola.
Un ulteriore punto riguarda il ruolo della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli, oggi diretta dall’architetto Paola Ricciardi. Caso chiede se, “nel periodo compreso tra il 2023 e il 2025, siano state effettuate attività di monitoraggio, vigilanza o sopralluoghi ispettivi sul monumento e con quali esiti“.
Un bene recuperato solo in parte
Attualmente, il prospetto principale della chiesa, affacciato su via Fratelli Bandiera, risulta completamente recuperato e fruibile grazie agli interventi realizzati con il Bonus Facciate. Una situazione che contrasta con le condizioni del transetto e della cupola. Questi ultimi sono ancora avvolti da reti protettive per contenere il distacco di frammenti di intonaco e soffitto.
Secondo Caso, dopo una prima fase di attenzione istituzionale, il complesso monumentale sarebbe stato nuovamente trascurato. Pertanto, c’è il rischio concreto di crolli e di una perdita definitiva di un bene artistico di grande valore storico e identitario per il territorio.


