aula di scuola
Un'aula di scuola

21 Gennaio 2026

Redazione Il Campano

Scuole, sei comuni del Salernitano chiedono l’accorpamento degli istituti

I sindaci della Valle del Fasanella puntano su una rete scolastica condivisa per salvaguardare il diritto allo studio nelle aree interne

Ripensare l’organizzazione scolastica per contrastare lo spopolamento e garantire continuità didattica nelle aree interne. È questo l’obiettivo che ha spinto sei comuni del Salernitano ad avanzare una proposta di accorpamento degli istituti scolastici, puntando su una gestione più solida e coerente con le caratteristiche demografiche e territoriali della zona.

L’iniziativa dei comuni della Valle del Fasanella

La proposta è emersa nel corso di un incontro tra i sindaci dell’Unione dei Comuni della Valle del Fasanella, che riunisce Aquara, Bellosguardo, Corleto Monforte, Ottati, Sant’Angelo a Fasanella e Castelcivita. Amministrazioni accomunate dalle stesse criticità: calo demografico, dispersione territoriale e difficoltà nel mantenere autonomie scolastiche sostenibili nei piccoli centri montani.

L’idea condivisa è quella di affrontare il problema in maniera strutturale, superando soluzioni tampone e puntando su un modello di rete scolastica capace di rafforzare l’offerta formativa.

edilizia scolastica Campania
Un aula di scuola

La proposta di accorpamento

Nel dettaglio, i comuni coinvolti hanno deciso di chiedere alla Regione Campania l’aggregazione, a partire dall’anno scolastico 2026/2027, delle scuole di Aquara, Castelcivita, Corleto Monforte e Sant’Angelo a Fasanella all’Istituto Comprensivo di Castel San Lorenzo.

Una scelta motivata da criteri di coerenza territoriale: i comuni interessati rientrano infatti nell’area della Valle del Calore e degli Alburni, già parzialmente servita dallo stesso istituto comprensivo.

Il quadro normativo e le linee guida regionali

L’iniziativa si inserisce nel solco delle linee guida regionali sul dimensionamento scolastico, che invitano gli enti locali a riorganizzare la rete dell’istruzione in funzione delle trasformazioni demografiche e sociali in atto.

Nelle aree interne, in particolare, il rischio è quello di un progressivo impoverimento dell’offerta educativa, con classi sottodimensionate, riduzione dei servizi e difficoltà nella continuità didattica. L’accorpamento viene quindi visto come uno strumento per preservare l’autonomia scolastica e garantire standard qualitativi adeguati.

Un tablet e dei libri scolastici
Un tablet e dei libri scolastici

Tutela del diritto allo studio nelle aree montane

Dall’incontro tra i sindaci è emersa una valutazione condivisa: l’operazione rappresenta «un primo passo concreto per rafforzare l’autonomia scolastica nelle aree montane». L’obiettivo dichiarato è quello di tutelare il diritto allo studio degli studenti residenti nei piccoli comuni, evitando che la scuola diventi una delle prime vittime dello spopolamento.

Un sistema scolastico più robusto, secondo i promotori, può inoltre contribuire a rendere i territori più attrattivi per le famiglie e contrastare l’emorragia demografica.

Il confronto con la Regione Campania

La proposta ha già ottenuto un primo riscontro positivo da parte dell’istituto scolastico coinvolto e ora passa al vaglio della Regione Campania, chiamata a effettuare le valutazioni di competenza.

Il confronto con Palazzo Santa Lucia sarà decisivo per comprendere se l’ipotesi di accorpamento potrà tradursi in un atto amministrativo concreto o se saranno richiesti ulteriori aggiustamenti al progetto presentato dai comuni.

La richiesta di accorpamento avanzata dai sei comuni del Salernitano apre un confronto delicato ma necessario sul futuro della scuola nelle aree interne. In un contesto segnato da calo demografico e risorse limitate, la scelta di fare rete potrebbe rappresentare una delle poche strade percorribili per garantire qualità dell’istruzione e continuità educativa nei territori montani.

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