La Circumvesuviana finisce al centro del primo vero banco di prova della nuova amministrazione regionale: Casillo chiede interventi immediati su treni, stazioni e manutenzioni, mentre a Santa Lucia si ragiona su un avvicendamento ai vertici Eav
Un vertice “a tratti aspro” e un messaggio che, in politica, vale come un ultimatum: sui trasporti e sulla Circumvesuviana la nuova Regione vuole una svolta subito. Mario Casillo, vicegovernatore con delega ai Trasporti, ha convocato nel suo nuovo ufficio al Centro Direzionale il presidente Eav Umberto De Gregorio e parte del management per un punto operativo su disservizi, manutenzioni e qualità del servizio. Sullo sfondo, sempre più concreta, l’ipotesi di un cambio di governance per evitare strascichi legali e contenziosi. Lo riporta Il Mattino.
Il primo “faccia a faccia” sui trasporti della nuova legislatura
Il dossier trasporti, annunciato come priorità già in campagna elettorale e poi ribadito nei primi passaggi istituzionali, entra ora nella fase operativa: Casillo vuole numeri, tempi e responsabilità, e chiede che Eav presenti un quadro aggiornato su investimenti e manutenzioni, con altre due riunioni tematiche già programmate.
Qui c’è un elemento da non dare per scontato: un incontro del genere, nei primi giorni di mandato, non è “routine”. È un segnale politico interno ed esterno: alla coalizione (per dire che il tema è rovente) e agli utenti (per far capire che il dossier non finisce in un cassetto).

Il cuore del problema: non solo ritardi, ma stazioni e degrado
Nella ricostruzione del confronto emerge una distinzione netta, che è anche una linea d’accusa: i ritardi e i disservizi possono avere spiegazioni legate alla carenza di treni, ma il degrado di molte stazioni e la scarsa manutenzione no.
Ascensori e scale mobili fuori uso da mesi, aree esterne trascurate, standard di decoro insufficienti: sono aspetti che pesano sul pendolare quotidiano e, ancora di più, sull’immagine di un’infrastruttura che serve territori ad altissima pressione di traffico e turismo.
E qui c’è il punto “logico” che conviene tenere fermo: anche se domani arrivassero nuovi convogli, se l’esperienza a terra resta degradata (accessibilità, sicurezza percepita, pulizia, informazioni), l’effetto reputazionale e sociale rimane.
Circumvesuviana: dorsale vitale, impatto enorme
La Circumvesuviana non è un servizio periferico: con oltre 65mila passeggeri al giorno viene descritta come una dorsale essenziale tra area metropolitana, Vesuviano, Nolano e penisola sorrentina. È per questo che la “maglia nera” non è solo un titolo mediatico: è un problema di diritto alla mobilità, tempi di vita, lavoro, studio e accesso ai servizi.
In più, c’è un obiettivo politico-gestionale evocato: trasformare soprattutto la tratta verso la costiera in una linea anche a vocazione turistica, sfruttando un percorso tra i più suggestivi. Ma, ad oggi, la promessa si scontra con la realtà: mancano i treni e la flotta vecchia continua a generare guasti, soppressioni e orari instabili.

La questione treni: obiettivi ambiziosi, ma “polpa” ancora insufficiente
Nel ragionamento messo sul tavolo, il nodo resta strutturale: a fronte di annunci e obiettivi (come l’idea di “corse ogni 15 minuti”), la disponibilità effettiva dei convogli non sembra ancora in grado di reggere un salto di qualità rapido.
Questo è il punto che va messo alla prova con freddezza: se la promessa è “estate” come orizzonte di miglioramento, bisogna capire su quali leve concrete si regge (consegne, collaudi, messa in servizio, personale, manutenzione). Altrimenti il rischio è ripetere lo schema “annuncio → attesa → delusione”.
Cambio di governance Eav: l’ipotesi che pesa più di tutte
La parte politicamente più esplosiva è quella che riguarda il futuro dei vertici Eav. Il quadro che emerge è questo:
- il contratto del presidente scade a dicembre;
- a Santa Lucia si valuta se possa esserci un passo indietro per evitare contenziosi;
- nessuno scopre le carte, ma la linea politica è la “discontinuità”.
Qui vale una cautela: parlare di “discontinuità” è facile, farla senza generare paralisi è difficile. Se il cambio di governance diventa un braccio di ferro legale, il rischio è che l’azienda resti in una zona grigia proprio mentre dovrebbe accelerare su manutenzioni e servizi. Quindi l’obiettivo dovrebbe essere doppio: discontinuità sì, ma con un percorso che eviti vuoti decisionali.

Le parole di Casillo: toni istituzionali, messaggio netto
Dopo il vertice, Casillo sceglie un registro istituzionale (“confronto lungo e proficuo”, “percorso concreto”), ma la sostanza è chiara: superare criticità storiche, mettere al centro nuovi treni, condizioni delle stazioni, organizzazione complessiva Eav e anche delle altre linee (Cumana e Circumflegrea). Il messaggio implicito è: non bastano comunicati, servono risultati verificabili.
Cosa manca per rendere credibile la “svolta”
Se vuoi rafforzare il pezzo (senza inventare nulla), la chiave è questa: trasformare l’ultimatum in parametri.
Esempi di criteri giornalisticamente solidi da inserire:
- 3 indicatori misurabili (puntualità, corse soppresse, guasti/1000 km, ascensori funzionanti/fermi);
- un cronoprogramma (anche solo per “pulizia/decoro stazioni”, che è più rapido dei treni);
- una promessa verificabile (es. riattivazione accessibilità in X stazioni entro Y settimane).
Perché, se la svolta resta solo politica, l’opposizione la ribalterà facilmente: “annunci e nessun dato”.


