Dopo la nascita della Giunta Fico, esplode il nodo delle commissioni regionali: Clemente Mastella accusa il Pd di non rinunciare a nulla.
Non si placano le tensioni politiche in Regione Campania dopo la formazione della Giunta guidata da Roberto Fico. Archiviata la lunga trattativa sugli assessori, il confronto si è ora spostato sulla presidenza delle commissioni consiliari, aprendo un nuovo fronte di scontro all’interno della maggioranza.
Il nodo delle commissioni regionali
Il primo giro di consultazioni ha lasciato fuori alcune forze politiche della coalizione: i renziani di Casa Riformista, Alleanza Verdi e Sinistra e la lista civica collegata allo stesso Fico. Le presidenze sarebbero state distribuite tra Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, lista De Luca e socialisti.
Una scelta che ha provocato la reazione di Clemente Mastella, leader della lista “Noi di Centro”, che al Foglio ha espresso apertamente il proprio dissenso.
“Insieme a Casa Riformista abbiamo portato quasi 200.000 voti alla coalizione. Se poi alla fine decidono De Luca padre e De Luca figlio e su dieci commissioni ne prendono cinque, è un problema”.

L’accusa al Partito Democratico
Secondo Mastella, il criterio adottato per la distribuzione delle commissioni non rispecchierebbe quello utilizzato per la composizione della Giunta.
“Ci deve essere un criterio chiaro come quello adottato per la giunta. Tra me e Renzi abbiamo cinque consiglieri ma nessuna presidenza di commissione, questo è inaccettabile”.
Il leader centrista punta il dito soprattutto contro il Partito Democratico, accusato di aver occupato posizioni chiave senza fare concessioni agli alleati.
“Il Pd è il partito ‘traino’ ma non ha rinunciato a nulla, non ha fatto sacrifici. Questo è sbagliato, vuol dire che non è una forza egemone”.
Astensioni e primi strappi in Consiglio
Alle forze escluse sarebbe stato proposto un ruolo di questore nell’ufficio di presidenza, ipotesi respinta e tradottasi nell’astensione al voto per il completamento dell’organismo direttivo del Consiglio regionale. Un segnale politico chiaro che certifica il malessere interno alla coalizione.
Le tensioni arrivano dopo un mese di trattative complesse per la nascita della Giunta, conclusesi solo a fine dicembre.

Il “modello Campania” sotto stress
Le difficoltà della maggioranza regionale emergono anche sul piano nazionale. La segretaria del Pd Elly Schlein aveva indicato il “modello Campania” come esempio vincente, ma le prime settimane di legislatura mostrano una coalizione ancora fragile.
Mastella, tuttavia, ridimensiona il rischio di rotture definitive:
“Si inganna chi pensa che questi attriti possano portare a sconvolgimenti”.
E sposta l’attenzione sulle difficoltà del centrodestra, citando il passaggio di Mimì Minella dalla Lega a Forza Italia.
La richiesta di un riequilibrio
Per il leader di Noi di Centro la soluzione passa da un cambio di atteggiamento collettivo:
“Ognuno deve fare un piccolo sacrificio, non si possono avere forme autoritarie. Bisogna contemplare che ci sono tutti in una coalizione”.
La richiesta è netta: una presidenza di commissione e un ruolo nell’ufficio di presidenza del Consiglio.
Il nuovo confronto fissato per domani
La prossima tappa è fissata per domani alle 14, quando il presidente del Consiglio regionale Massimiliano Manfredi incontrerà i capigruppo per una seconda tranche di colloqui. Un passaggio decisivo per verificare se la maggioranza riuscirà a ricompattarsi o se le tensioni continueranno a segnare l’avvio della legislatura.


