Querela a Report di De Luca, l’ex presidente della Regione Campania chiarisce: “Non è stata ritirata e andrà avanti”
Lo scontro politico e istituzionale attorno al servizio di Report sulla sanità campana non si chiude. Anzi, si riapre con parole nette. L’ex presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha annunciato che la querela per diffamazione non solo non è stata ritirata, ma che andrà avanti anche a titolo personale, smentendo le ricostruzioni circolate nelle ultime ore.
La precisazione sulla querela a Report
Nel corso della consueta diretta Facebook del venerdì, De Luca ha chiarito il punto giuridico alla base della vicenda.
“È stato annunciato che sarà ritirata la denuncia che abbiamo fatto a Report per un servizio televisivo diffamatorio. Premesso che non si può ritirare niente perché la querela non è stata ancora depositata, ma voglio dire subito, a scanso di equivoci, che per quello che mi riguarda la querela andrà avanti anche se dovrò portarla avanti a titolo personale”.
Parole che sgombrano il campo da ogni ambiguità e che segnano una presa di posizione autonoma rispetto alle scelte istituzionali della nuova amministrazione regionale guidata da Roberto Fico.

Libertà di stampa e principio di responsabilità
L’ex governatore ha motivato la sua decisione richiamando un tema centrale nel dibattito pubblico: il rapporto tra libertà di informazione e responsabilità.
“Andrà avanti per difendere un principio elementare di correttezza: la libertà di opinione e di cronaca è un diritto sacro, da difendere, senza nessuna esitazione. È un diritto costituzionale, ma non è un diritto quello di mentire e non ci si può nascondere dietro posizioni vittimistiche”.
Secondo De Luca, la libertà di stampa non può trasformarsi in arbitrio.
“La libertà è un valore che va difeso con i denti, ma dev’essere affermata insieme con il principio di responsabilità, altrimenti diventa arbitrio. Se non c’è disponibilità istituzionale, io farò la querela a Report”.

La tutela dei dipendenti della sanità campana
Un altro punto centrale dell’intervento riguarda la difesa dell’apparato sanitario regionale e dei lavoratori coinvolti.
“Intendo andare avanti nella querela anche per tutelare la dignità, il lavoro e i sacrifici fatti da centinaia di dipendenti regionali, medici, funzionari, infermieri, persone che per mesi hanno lavorato per portare la Campania all’avanguardia nei tempi delle liste d’attesa e di erogazione delle prestazioni classificate come urgenti o brevi”.
Un passaggio che sposta il focus dal piano politico a quello umano e professionale.
“I nostri medici e dipendenti vanno tutelati e sento come mio dovere quello di tutelarli fino in fondo”.
Un fronte politico ancora aperto
Le parole di De Luca confermano che il caso Report resta un terreno di forte tensione politica. La scelta di procedere a titolo personale, anche in assenza di una linea istituzionale condivisa, segna una frattura evidente tra l’ex presidente e la nuova fase politica regionale.
Una vicenda che, oltre al profilo giudiziario, continua a sollevare interrogativi sul rapporto tra informazione, potere pubblico e responsabilità istituzionale.


