Il consigliere eletto nella lista del presidente rivendica il peso politico del gruppo “Roberto Fico Presidente” e chiarisce la linea: collaborazione leale, nessuna corsa a incarichi, centralità del progetto di governo regionale
Nel pieno delle trattative per la definizione della nuova Giunta regionale, arriva una presa di posizione netta che mira a raffreddare il clima di indiscrezioni e retroscena. A parlare è Nino Simeone, consigliere regionale eletto nella lista “Roberto Fico Presidente”, che interviene per chiarire il ruolo e la linea politica del gruppo all’interno della nuova legislatura. Un intervento che si inserisce in una fase delicata, segnata da ipotesi, voci e ricostruzioni sui futuri assetti dell’esecutivo guidato da Roberto Fico.
“Sostegno leale e senza clamore”: la linea del gruppo del presidente
Il messaggio lanciato da Simeone è diretto e privo di ambiguità. L’impegno del gruppo, spiega, sarà esclusivamente rivolto a rafforzare l’azione di governo del presidente Fico, con un profilo definito da serietà, lealtà e collaborazione. Un contributo che il consigliere definisce non solo politico, ma anche umano, da esercitare sia in Giunta sia in Consiglio regionale, sempre nell’interesse esclusivo della Campania.
La sottolineatura sul “lavorare senza clamore” non è casuale. In un momento in cui il dibattito pubblico è dominato da nomi, veti incrociati e ipotesi di incarichi, Simeone prova a spostare l’attenzione dal toto-nomine alla responsabilità istituzionale, richiamando il mandato ricevuto dagli elettori come bussola dell’azione politica.

Le “ricostruzioni fantasiose” e la necessità di fare chiarezza
Il consigliere regionale entra poi nel merito delle voci circolate negli ultimi giorni su presunti accordi, incarichi già definiti e posizionamenti attribuiti a singoli esponenti politici. Ricostruzioni che, chiarisce Simeone, non corrispondono alla realtà per quanto riguarda il gruppo “Roberto Fico Presidente”.
Il chiarimento appare significativo perché segnala una volontà precisa di non alimentare la competizione interna sulla spartizione dei ruoli. In un contesto in cui ogni dichiarazione viene letta come una mossa tattica, Simeone rivendica una posizione di trasparenza, prendendo le distanze da letture che rischiano di alterare il quadro politico reale.
I numeri del consenso: “Non comprimari, ma parte attiva”
Accanto alla linea politica, Simeone rivendica anche il peso elettorale del gruppo. La lista “Roberto Fico Presidente” ha eletto tre consiglieri regionali e raccolto in Campania circa il 5,5 per cento dei consensi, pari a oltre 110mila voti. A Napoli, sottolinea, il risultato è stato ancora più significativo, con oltre il 10,5 per cento, che ha collocato la lista come terza forza dopo Partito Democratico e Movimento 5 Stelle.
Un dato che, secondo Simeone, assegna una responsabilità politica chiara: non essere spettatori o comprimari, ma soggetti attivi e consapevoli del progetto di governo regionale. Il riferimento all’assenza della lista nel collegio di Avellino, che avrebbe potuto spingere il risultato oltre il 6 per cento, serve a rafforzare la narrazione di un consenso solido e non occasionale.

Il ruolo nella nuova legislatura e il rapporto con la Giunta
Le parole di Simeone non chiudono il dibattito sulla composizione della Giunta, ma contribuiscono a ridisegnarne il perimetro. Il gruppo del presidente rivendica un ruolo politico proporzionato al consenso ottenuto, ma lo fa evitando di legare questa richiesta a nomi o incarichi specifici. È una scelta che punta a consolidare l’immagine di una maggioranza orientata alla stabilità e alla coesione, in una fase in cui il nuovo esecutivo è chiamato a partire senza strappi.
Resta ora da capire come questa posizione si tradurrà nelle scelte concrete del presidente Fico, chiamato a bilanciare rappresentanza politica, equilibri di coalizione e funzionalità dell’azione di governo.
Una dichiarazione che guarda oltre il toto-nomine
Nel contesto di una Campania che attende le prime decisioni operative della nuova amministrazione, l’intervento di Simeone appare come un tentativo di riportare il confronto su un piano più istituzionale. Meno attenzione ai rumors, più focus sul progetto e sulla responsabilità politica. Un messaggio che, al di là delle dichiarazioni, sarà misurato nei prossimi giorni dalla composizione finale della Giunta e dal clima con cui la nuova legislatura muoverà i suoi primi passi.


