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Roberto Fico

23 Dicembre 2025

Angela Capasso

Giunta regionale Campania, stallo su Bonavitacola: il nodo De Luca frena l’accordo con Fico

Trattative in salita per la formazione della giunta regionale di Fico. L’area deluchiana punta sull’ex vicepresidente, ma il suo nome divide il Pd e mette alla prova l’autonomia politica del nuovo presidente

La nascita della nuova giunta regionale della Campania si incaglia su un nome che pesa più di una delega e più di un assessorato. È quello di Fulvio Bonavitacola, ex vicepresidente dell’era De Luca, indicato con fermezza dall’area deluchiana come condizione non negoziabile per chiudere l’accordo. Una richiesta che sta rallentando il percorso del presidente Roberto Fico, chiamato a tenere insieme un equilibrio politico fragile, segnato dal confronto interno al Partito Democratico e dalle tensioni con gli alleati del campo largo.

Il peso politico dell’area De Luca dopo il voto

Il punto di partenza della trattativa è il risultato elettorale. L’area che fa riferimento a Vincenzo De Luca ha raccolto l’8,34 per cento dei consensi con la lista civica “A testa alta”, eleggendo quattro consiglieri regionali. Un risultato che, nella logica delle trattative, legittima la richiesta di due assessorati. Il nodo, però, non è solo numerico. La vera partita riguarda il margine di autonomia nella scelta dei nomi e delle deleghe, con i deluchiani che rivendicano non soltanto il numero, ma anche il profilo politico degli assessori.

Fulvio Bonavitacola
Fulvio Bonavitacola

Il nome di Bonavitacola come linea rossa

Quando i consiglieri Luca Cascone e Gennaro Oliviero salgono a Palazzo Santa Lucia per incontrare Fico, il messaggio è chiaro e sintetico: un solo nome sul tavolo, Fulvio Bonavitacola. Ex vicepresidente della giunta De Luca, figura considerata per anni una cerniera del potere regionale salernitano, Bonavitacola viene indicato come assessore alle Attività produttive. Tutto il resto può attendere. Una posizione descritta dagli stessi deluchiani come un “prendere o lasciare”, che cristallizza la trattativa e ne rallenta l’evoluzione.

Il Pd diviso tra continuità e ricambio

Il nodo Bonavitacola non riguarda soltanto il rapporto tra Fico e l’area De Luca, ma attraversa il Partito Democratico. Da un lato c’è chi, come l’asse rappresentato da Piero De Luca e Teresa Armato, spinge per una soluzione che riconosca al Pd tre assessori, di cui uno vicepresidente. Dall’altro emerge con forza l’area che chiede discontinuità, incarnata anche dal deputato Marco Sarracino, pronto a far saltare il tavolo se il segnale di superamento del deluchismo non sarà netto.

Il punto politico è esplicito: con Bonavitacola in giunta, De Luca resterebbe di fatto dentro il governo regionale, indipendentemente dalle deleghe formali.

Le resistenze dell’area Manfredi e il fattore Napoli

Il nome dell’ex vicepresidente non convince nemmeno l’area che gravita attorno al sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. I rapporti tesi con il governatore uscente e le partite aperte su dossier strategici come Bagnoli, la riqualificazione urbana e i grandi eventi internazionali rendono Bonavitacola una figura percepita come potenzialmente conflittuale. In questo quadro, la giunta regionale diventa anche il terreno su cui si misura il rapporto tra Regione e capoluogo.

Manfredi Fico Campania

Il ruolo di Fico tra veto e mediazione

La scelta finale potrebbe ricadere proprio su Fico. Il presidente, secondo quanto filtra, non avrebbe nascosto l’idea che dieci anni di governo regionale rappresentino un ciclo politico concluso, lasciando intendere che Bonavitacola possa legittimamente “fare altro”. Un eventuale veto segnerebbe una discontinuità simbolica forte, ma comporterebbe il rischio di incrinare il patto interno al Pd e l’equilibrio complessivo della maggioranza.

Il quadro degli altri assessori e delle forze alleate

Al di là del nodo centrale, il resto dell’assetto appare più definito. Per Alleanza Verdi e Sinistra si profila l’ingresso di Fiorella Zabatta all’Agricoltura. Casa Riformista, area riconducibile a Italia Viva, ha avanzato il nome di Tommaso Pellegrino, mentre Fico spinge per una maggiore presenza femminile, con profili come Angelica Saggese. Nel Movimento 5 Stelle resta aperta la possibilità di una conferma di Salvatore Micillo, mentre la lista civica Fico Presidente, pur allineata al governatore, potrebbe restare senza rappresentanza diretta in giunta.

Tempi stretti e precedenti storici

L’obiettivo dichiarato di Fico è chiudere entro il 29 dicembre, ma i margini si assottigliano. Le consultazioni natalizie rischiano di proseguire solo per via telefonica. I precedenti non aiutano a sciogliere l’incertezza: Bassolino e De Luca impiegarono sette giorni per varare le loro giunte, mentre in altri casi servirono settimane. Il tempo, ora, è un fattore politico esso stesso.

Un passaggio decisivo per la legislatura

Lo stallo su Bonavitacola non è soltanto una questione di nomi. È il banco di prova dell’autonomia del nuovo corso regionale e della capacità di tenere insieme un campo largo attraversato da identità e interessi diversi. La soluzione che verrà adottata dirà molto non solo sulla composizione della giunta, ma sulla direzione politica della Campania nei prossimi anni.

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