Fico Benevento
Roberto Fico

12 Dicembre 2025

Angela Capasso

Giunta Fico, Bonavitacola fuori dai giochi: a De Luca chiesto il nome di una donna assessora

Giunta regionale Campania, Roberto Fico chiude la porta al ritorno di Fulvio Bonavitacola e chiede a Piero De Luca di indicare una donna non eletta per rappresentare l’area salernitana

La nuova Giunta regionale della Campania prende forma. Tuttavia, il percorso è tutt’altro che lineare. Roberto Fico imprime una prima, netta discontinuità con il decennio deluchiano. Egli esclude ufficialmente Fulvio Bonavitacola da ogni ipotesi di ritorno a Palazzo Santa Lucia. Questa scelta apre un fronte politico diretto con Piero De Luca. Inoltre, costringe il Partito democratico campano a rivedere equilibri e strategie nella fase più delicata della nascente legislatura.

Bonavitacola fuori: la linea di Fico sulla discontinuità

Il nome di Fulvio Bonavitacola, ex vicepresidente e fedelissimo di Vincenzo De Luca, viene definitivamente depennato dal perimetro della nuova Giunta. Per Fico, il suo rientro rappresenterebbe una contraddizione politica. Questo prima ancora che amministrativa. Un ritorno che lo renderebbe ostaggio dei vecchi equilibri del Pd campano. Inoltre, delle due principali correnti che ne hanno segnato l’ultima stagione, quella legata a Mario Casillo e quella riconducibile alla famiglia De Luca.

Il messaggio del nuovo governatore è chiaro: nessuna continuità simbolica con il “sistema Salerno” che ha dominato la Regione negli ultimi dieci anni. La Giunta dovrà rappresentare un nuovo baricentro politico, non una mediazione al ribasso con il passato.

Piero De Luca Campania crescita
Piero De Luca

La proposta a Piero De Luca: indicare una donna

Per tenere insieme maggioranza e territori, Fico apre però a una soluzione alternativa. A Piero De Luca viene chiesto di indicare una donna come assessora in quota all’area “A testa alta”, la lista che alle Regionali ha raccolto oltre l’8 per cento dei consensi. Il profilo dovrà essere esterno al Consiglio regionale e non essere stata candidata. Questo nel solco della linea già tracciata dal presidente sulla separazione netta tra ruoli esecutivi e assembleari.

La richiesta rappresenta un passaggio politico cruciale. Da un lato, riconosce il peso elettorale dell’area salernitana. Dall’altro, ne ridimensiona l’autonomia imponendo una scelta. Infatti, la scelta non può essere letta come una rivincita deluchiana sotto mentite spoglie.

Il rebus Pd tra Schlein, territori e Comune di Napoli

La partita non riguarda solo Salerno. Nel Pd campano si intrecciano più livelli di tensione. L’area più vicina alla segretaria nazionale Elly Schlein osserva con attenzione l’evoluzione dello scontro. Inoltre, prendono quota ipotesi alternative per i vertici della Giunta. Ad esempio, quella di Marco Sarracino come possibile vicepresidente con delega al Lavoro. Restano sullo sfondo anche figure come Teresa Armato, espressione di una filiera politica che incrocia il Comune di Napoli.

Ogni mossa regionale, però, ha un effetto domino su Palazzo San Giacomo. Un eventuale ingresso di esponenti dem in Giunta regionale costringerebbe il sindaco Gaetano Manfredi a un rimpasto profondo. Questo è già reso necessario dall’elezione di Luca Trapanese in Consiglio regionale e dalla necessità di riequilibrare i rapporti di forza nella sua maggioranza.

Gaetano Manfredi, Rischio ambientale Gianturco
Gaetano Manfredi

Roma osserva, la destra attende

Il confronto sulla Giunta non si esaurisce in Campania. La questione viene seguita con attenzione anche a Roma. Qui, la segreteria nazionale del Pd è chiamata a evitare che il nuovo presidente venga percepito come debole o condizionato dai vecchi notabili regionali. Non a caso Fico, nei giorni scorsi, ha partecipato ad Atreju, la manifestazione di Fratelli d’Italia. Lì ha preso atto di quanto la destra meloniana sia pronta a capitalizzare ogni suo possibile passo falso.

In questo quadro, la gestione del caso Bonavitacola diventa un banco di prova politico. Cedere significherebbe aprire subito una stagione di logoramento. Resistere comporta il rischio di una frattura interna con una parte del Pd campano.

Una Giunta che misura il peso del nuovo corso

La scelta di escludere Bonavitacola e di chiedere a De Luca un nome femminile esterno non è solo una questione di nomi; è il primo atto concreto con cui Roberto Fico tenta di ridefinire i rapporti di forza nella Regione Campania. Inoltre, segna una distanza visibile dal deluchismo senza rompere formalmente con il Pd.

Le prossime ore saranno decisive. Le consultazioni con i leader locali della coalizione serviranno a capire se questa linea reggerà o se prevarrà una mediazione più tradizionale. In gioco non c’è solo la composizione della Giunta. La credibilità politica del nuovo governatore e la reale possibilità di aprire una stagione diversa a Palazzo Santa Lucia dipendono da questo.

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