Il Prefetto Di Bari: «Condanna ferma. Intensificheremo vigilanza e controlli. Massima fiducia nelle forze dell’ordine»
Un altro boato scuote la notte napoletana. A Secondigliano, una bomba artigianale è esplosa ieri sera davanti a un esercizio commerciale, danneggiando l’ingresso e parte degli arredi interni. Un episodio che riaccende la tensione in un quartiere già segnato da intimidazioni, stese e pressioni della criminalità organizzata.
L’esplosione e l’allarme nel quartiere
L’ordigno è deflagrato in tarda serata, provocando un forte boato avvertito dai residenti di diverse strade limitrofe. Subito dopo l’esplosione, sul posto sono arrivati gli agenti della Questura di Napoli e le prime pattuglie di zona, che hanno messo in sicurezza l’area e avviato i rilievi tecnici.
Il locale ha riportato danni significativi: vetri in frantumi, infissi divelti e parte degli arredi interni compromessi. Non si registrano feriti, ma la paura tra i residenti è stata immediata.
La reazione del Prefetto: «Atto criminale, risposta immediata»
Il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha espresso una condanna netta dell’accaduto, disponendo l’«immediata intensificazione dei servizi di controllo e vigilanza dell’intera area». Una risposta istituzionale chiara, che punta a contrastare il clima di intimidazione che da tempo attraversa il quartiere.
«Ringrazio gli agenti della Questura di Napoli tempestivamente intervenuti», ha dichiarato Di Bari, ribadendo «la piena fiducia nelle forze di polizia e nell’autorità giudiziaria affinché possano individuare i responsabili di questo atto criminoso».
Le indagini, coordinate dalla Procura di Napoli, mirano a ricostruire la dinamica dell’attentato, stabilire la tipologia dell’ordigno e risalire ai mandanti e agli esecutori.

Le piste investigative: racket e controllo del territorio
Sebbene al momento non vi siano rivendicazioni, gli investigatori valutano principalmente due piste:
- estorsione ai danni dei commercianti, fenomeno diffuso nelle aree a maggiore presenza criminale;
- faide e intimidazioni interne ai clan, volte a segnare il territorio o a mandare “messaggi” ad attività percepite come non allineate.
Secondigliano resta infatti una delle zone più sensibili del panorama cittadino, teatro di episodi violenti e pressioni costanti sugli esercenti.
L’appello ai cittadini: «Denunciate, non siete soli»
Il Prefetto ha rivolto un messaggio diretto ai residenti e agli operatori economici del quartiere: denunciare ogni forma di minaccia. «La collaborazione della popolazione è essenziale per isolare chi vuole imporre la legge della paura e del ricatto», ha sottolineato.
Un invito che richiama il lavoro svolto negli ultimi mesi con iniziative e passeggiate antiracket promosse da associazioni e istituzioni, volte a sostenere chi decide di rompere il muro del silenzio.
La bomba esplosa nella notte è un nuovo segnale inquietante che conferma la necessità di una presenza costante dello Stato sul territorio. Le indagini proseguono a ritmo serrato, mentre il Prefetto annuncia misure rafforzate e chiede l’aiuto dei cittadini per interrompere la spirale di intimidazioni che grava su Secondigliano.


