Mastella Giunta Fico
Mastella e Fico

11 Dicembre 2025

Redazione Il Campano

Mastella: «Così ne esce male il campo largo», nuovi scossoni per la nuova Giunta regionale

Clemente Mastella interviene sul dibattito sulla Giunta Fico e rivendica ruolo politico e rappresentanza territoriale.

Il nuovo assetto politico della Campania, dopo la proclamazione di Roberto Fico alla guida della Regione, si arricchisce di un tassello rilevante con l’intervista rilasciata da Clemente Mastella a Ortica Lab. Il leader di Noi di Centro, protagonista di un risultato elettorale incisivo soprattutto nel Sannio, interviene sulla composizione della futura Giunta regionale, sul rapporto con il presidente Fico e sul futuro del centrosinistra. Le sue parole, mai casuali, delineano un equilibrio politico ancora in costruzione e confermano come la partita degli assessorati sia tutt’altro che definita.

Un assessorato garantito, ma senza nomi

Alla domanda su chi potrebbe rappresentare Noi di Centro nella Giunta Fico, Mastella risponde con fermezza, richiamando un metodo politico che è parte della sua identità: «Non ne ho idea, fermo restando che da sempre, e da buon democristiano, sono abituato ad ascoltare tutti. Come diceva Ciriaco De Mita democraticamente decido io. Democraticamente però».
Una posizione che chiarisce come, prima ancora dei nomi, per Mastella conti la delega e il perimetro di responsabilità. «Dopo di che nessun confronto di merito sarà possibile fino a quando non sapremo di che delega parliamo perché è la delega che fa il profilo», aggiunge, lasciando aperta la possibilità che la scelta ricada anche su una donna, qualora richiesta dal presidente.

La risposta alle accuse dei rivali

Nel Sannio, la competizione interna e trasversale è stata particolarmente aspra. Mastella respinge al mittente le accuse di aver vinto grazie a clientele o presunti sistemi di potere: «Fesserie. Non gestivo un bel niente se non il Comune capoluogo. Non avevo un riferimento in giunta regionale, non ho alcun legame con questo governo e per di più ho dovuto combattere anche contro De Luca».
Il leader centrista ribalta quindi l’argomentazione: se il consenso è arrivato anche fuori dai confini provinciali, non può essere spiegato con presunti meccanismi locali.

Clemente Mastella
Clemente Mastella

Il monito politico: «Se esce male Mastella esce male tutto il campo largo»

Il passaggio più politico dell’intervista riguarda gli equilibri interni al nuovo governo regionale. Mastella non nasconde la delicatezza del momento: «Se esce male Mastella esce male tutto il campo largo, si pregiudica la prospettiva».
Il riferimento è al clima interno alla coalizione e alla necessità, per Fico, di preservare un equilibrio stabile tra tutte le componenti. «Va preservato un clima, va preservata la prospettiva», ribadisce.

«Escludere i consiglieri eletti è un errore»

Senza toni ultimativi ma con chiarezza politica, Mastella critica la scelta di Fico di escludere i consiglieri eletti dalla Giunta: «Da che mondo è mondo un governo è politico nella misura in cui è innanzitutto espressione della maggioranza».
Secondo il leader centrista, privare gli eletti della possibilità di entrare in Giunta significa «tradire gli elettori» che hanno votato con le preferenze.
Non manca un riferimento alla recente legge regionale sull’ingresso temporaneo dei non eletti in caso di nomina ad assessore, giudicata parte del problema più che della soluzione. Per Mastella, un esecutivo formato solo da tecnici rischia di rendere gli assessori «prigionieri del presidente», indebolendo il ruolo dei partiti.

Valle Caudina, emergenza idrica e la “visione complessiva di Campania”

Nel tratto finale dell’intervista, Mastella affronta il tema più identitario della sua battaglia politica: le aree interne. Le priorità sono nette.
La prima è la ferrovia della Valle Caudina, infrastruttura ancora oggi segnata da ritardi, disservizi e isolamento. La seconda è l’emergenza idrica, definita «una vergogna a cui va posto rimedio».
Mastella parla poi della necessità di una strategia strutturale che ricomponga il rapporto tra territori montani e area metropolitana, usando una metafora che sintetizza il suo pensiero: «Rimettere al centro il rapporto tra ossa e polpo».
Per il leader di Noi di Centro, la Campania può cambiare passo solo se questa relazione diventa il fulcro della programmazione regionale.

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