L’insediamento di Fico in Campania avviene senza passaggio di consegne: applausi dei dipendenti, lavori in corso nel palazzo e un rapporto già segnato dal solco con l’era De Luca.
Roberto Fico entra per la prima volta da governatore a Palazzo Santa Lucia e viene accolto da un applauso del personale regionale. Un gesto simbolico, che fotografa il clima con cui si chiude il decennio di Vincenzo De Luca e si apre la nuova stagione politica. Nessun passaggio di testimone tra i due: l’ex presidente è partito prima dell’arrivo del successore, ripetendo un rituale ormai consolidato. Fico prova a stemperare, parlando di una telefonata cordiale, mentre dentro al palazzo — letteralmente un cantiere — prende possesso delle sue nuove stanze.
L’arrivo di Fico e l’applauso simbolico dei dipendenti
Era da poco passata l’ora di pranzo quando Roberto Fico ha attraversato l’ingresso laterale di Palazzo Santa Lucia. Non appena varcata la soglia, nell’androne si è levato un «eccolo!» e subito dopo un applauso spontaneo dei dipendenti. Il gesto, spiegano fonti interne, è stato letto come un segnale del clima che accompagna la fine dell’era De Luca: «molti dipendenti hanno vissuto questo cambio come una liberazione», racconta una fonte istituzionale.
Fico, visibilmente sorpreso dall’accoglienza, ha salutato e si è diretto verso il secondo piano per prendere possesso delle sue stanze.

Un palazzo-cantiere: lavori fino al 2027
L’impatto iniziale del neo governatore non è solo politico. Palazzo Santa Lucia è avvolto da un maxi cantiere per l’“adeguamento sismico”, destinato a proseguire almeno fino al 2027. Proprio ieri, con un tempismo che molti hanno definito singolare, sono comparsi nuovi pannelli informativi sulle lavorazioni in corso, posizionati davanti alle aree transennate.
Fico si trova quindi a governare da un palazzo che non è solo metaforicamente, ma anche fisicamente in trasformazione.
Nessun passaggio di consegne: anche con Fico salta il rito istituzionale
Il dato politico più eclatante è l’assenza totale di un passaggio di consegne. Non è stato previsto un incontro, né un saluto, né un momento formale di consegna dei poteri.
Non è un caso isolato. Da quando Vincenzo De Luca è arrivato alla guida della Regione, la consuetudine del passaggio di testimone è stata di fatto abolita. L’unica eccezione resta il 2010, quando Antonio Bassolino accolse il suo successore Stefano Caldoro. De Luca invece non incontrò Caldoro al momento dell’avvicendamento e anche oggi ha replicato la scelta.
Celebre rimane la frase pronunciata quando gli fu chiesto a chi consegnare simbolicamente le chiavi del governo regionale:
«Se bisogna lasciare le chiavi, c’è la portineria dell’Ospedale del Mare».
La tradizione non cambia: De Luca ha lasciato il palazzo prima dell’arrivo di Fico.

La telefonata tra i due: cordialità formale, distanza politica sostanziale
A chi gli chiedeva un commento sull’assenza del passaggio di consegne, Fico ha risposto mantenendo un profilo istituzionale:
«È stata una telefonata molto cordiale di auguri», ha dichiarato ai giornalisti.
Tuttavia, secondo diverse fonti interne, il rapporto tra i due è segnato da distanza politica, visioni divergenti e soprattutto da una gestione del potere profondamente diversa.
Prima tappa da governatore: non la Regione, ma il Comune di Napoli
Prima ancora di sedersi a Palazzo Santa Lucia, Fico ha partecipato al tavolo contro la violenza di genere al Comune di Napoli. Un gesto dal forte valore simbolico, interpretato come la volontà di segnare un cambio di metodo: più relazione istituzionale con i territori e meno centralismo verticistico.
Il sindaco Gaetano Manfredi ha commentato con tono non casuale:
«Fico sa benissimo quale sia il valore di un corretto rapporto istituzionale. Noi dobbiamo pensare al bene dei cittadini e della Campania».
Una frecciatina indiretta all’ex governatore.

L’ex governatore riparte da Salerno: nuovi video e battaglie politiche
E mentre Fico prepara la nuova squadra di governo, De Luca riorganizza la sua presenza pubblica. Non potendo più accedere al Genio Militare — dove registrava i celebri video del venerdì — ha preso un locale nel centro di Salerno, nei pressi di piazza Vittorio Veneto.
Da lì ripartiranno i suoi monologhi settimanali, che secondo molti saranno sempre più indirizzati contro:
- il sindaco Manfredi
- il piano Bagnoli
- il Partito Democratico
- la nuova governance regionale guidata da Fico
Il tutto mentre prepara il suo ritorno sulla scena amministrativa: l’obiettivo dichiarato è ricandidarsi a sindaco di Salerno per la quinta volta.
Un governo che nasce tra cantieri, simboli e un’eredità pesante
L’insediamento di Fico non è solo un cambio politico: è l’apertura di una fase completamente nuova per la Regione, caratterizzata da:
- una macchina amministrativa molto diversa da quella ereditata
- una maggioranza plurale e delicata da tenere insieme
- un rapporto istituzionale da ricostruire con i Comuni
- una figura ingombrante, De Luca, che resta sullo sfondo ma mai troppo lontano
L’applauso del personale e l’assenza del passaggio di consegne riassumono plasticamente il punto di partenza: è iniziata una stagione diversa, ma sulle mura — e nella memoria della Regione — le tracce dell’era De Luca resteranno ancora a lungo.


