La luna è una mujer
La luna è una mujer
📍 Napoli

9 Dicembre 2025

Redazione Il Campano

“La luna è una mujer”: al Teatro Bolivar l’opera che celebra i 2500 anni di Napoli

Il 14 dicembre l’opera transmediale di Maria Angela Robustelli porta in scena sirene, miti e leggende della città. Uno spettacolo che unisce teatro, musica, danza e video-narrazione

Domenica 14 dicembre 2025, alle ore 19, il Teatro Bolivar di Napoli ospita l’unica data cittadina de La luna è una mujer – Voci, canti e leggende di donne, sirene e monacielli di Napoli, tra terra e mare, l’opera musicale crossmediale firmata da Maria Angela Robustelli. Lo spettacolo, prodotto da OTP – obeče teatro project e sostenuto da Scabec e Regione Campania, rientra nel progetto regionale dedicato alla valorizzazione dei siti UNESCO della Campania e celebra i 2500 anni dalla nascita di Neapolis. Le repliche matinée per le scuole sono previste il 15 e 16 dicembre alle 10.30.

Un’opera che intreccia mito, memoria e identità

L’allestimento, che fonde teatro, musica dal vivo, danza popolare e video-narrazioni, costruisce un viaggio poetico attraverso l’immaginario femminile e mitico della città. In scena, accanto a Maria Angela Robustelli, ci saranno Marianna Robustelli, il Maestro Salvatore Torregrossa (autore delle musiche originali), Pietro Juliano, Rosalba Alfano, Silvia Pignataro, Rosalba De Rosa, Federica Avallone e Sara Della Torre. La performance, della durata di un’ora e venti minuti, restituisce un ritratto contemporaneo di Napoli attraverso un linguaggio transmediale.

Robustelli: «Napoli è un corpo vivo raccontato da sirene e memorie»

«Napoli è una città-donna, un corpo vivo che si racconta attraverso frammenti di aria, acqua, fuoco e terra», spiega la regista Robustelli. «Le sirene sono le nostre narratrici, le custodi delle sue ferite e della sua forza. Con questo lavoro abbiamo voluto riportare in scena la Napoli invisibile: quella fatta di voci, riti, figure mitiche che ancora abitano l’immaginario collettivo».

Dalle leggende di Matilde Serao alla tradizione popolare

Lo spettacolo affonda nelle leggende raccolte da Matilde Serao e nei luoghi simbolici della città, dai Campi Flegrei alle coste partenopee. Il mito di Partenope è il punto di partenza di una narrazione che si muove tra antropologia, memoria e rito: la sirena che si sacrifica per amore diventa metafora delle radici stesse di Napoli.

Sul palco rivivono personaggi come la Mamma Schiavona, ‘o Munaciell, Michelemmà, Caterinella, Coletta di Porta Medina e la Llorona, con un filo narrativo che unisce donne, santi, spiriti e pescatori, restituendo un mosaico di identità popolari.

Musica popolare ed elettronica: la trance dei personaggi

La colonna sonora mescola tarantella, tammurriata e pizzica con sonorità elettroniche, creando un effetto ipnotico che trascina i personaggi in uno stato di trance narrativa. Una scelta artistica che intende evocare ritualità antiche e allo stesso tempo parlare a un pubblico contemporaneo.

Un progetto che coinvolge le scuole della Campania

La luna è una mujer è anche un percorso educativo: le matinée del 15 e 16 dicembre saranno seguite da laboratori in classe dedicati ai miti cittadini, con approfondimenti sui testi di Matilde Serao. Gli studenti realizzeranno interviste e videoracconti che saranno pubblicati sul portale dedicato “La Luna è una Mujer ’25” e sui canali ufficiali dell’organizzazione.

Un omaggio alla città e al suo patrimonio immateriale

Lo spettacolo si inserisce nella più ampia iniziativa regionale di promozione dei siti UNESCO campani e rappresenta un tributo alla memoria culturale della città: un viaggio che restituisce Napoli come creatura viva, complessa, femminile e profondamente legata al suo mare.

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