La squadra del nuovo presidente potrebbe contare su dieci assessori, con una forte presenza femminile e nomi anche esterni al Consiglio. Casillo verso la vicepresidenza, mentre i partiti trattano sulle caselle disponibili.
La partita più delicata dopo il voto del 23 e 24 novembre è ormai entrata nel vivo: la composizione della futura Giunta regionale guidata da Roberto Fico. Un puzzle complesso, che non riguarda solo la scelta dei nomi ma l’equilibrio politico interno a una coalizione ampia, eterogenea e attraversata da rapporti di forza mutevoli. Secondo fonti vicine al dossier, l’esecutivo dovrebbe essere composto da dieci assessori, con almeno quattro donne e con una quota rilevante di profili esterni al Consiglio regionale, ipotesi che Fico non solo non esclude ma anzi considera funzionale al suo progetto di governo.
La strategia di Fico: un esecutivo “aperto” e senza automatismi
Il neo presidente intende marcare una discontinuità evidente rispetto al modello che ha caratterizzato il decennio di Vincenzo De Luca. Se l’ex governatore aveva spesso privilegiato dinamiche interne alla maggioranza e consolidato filiere di controllo, Fico pensa a una Giunta con un perimetro più largo, dove le competenze abbiano un peso almeno pari alle appartenenze politiche. È una linea che si riflette nella possibilità concreta di scegliere assessori anche fuori dal perimetro degli eletti.
Secondo diverse fonti, il presidente ritiene utile inserire figure tecniche in settori strategici come Sanità, Trasporti, Legalità e Politiche giovanili. Una scelta che impatterà direttamente sui partiti della coalizione, chiamati a ragionare su un numero di caselle inferiore rispetto alle aspettative maturate durante la campagna elettorale.

Il Partito Democratico chiede tre posti: Casillo verso la vicepresidenza
Tra le forze più determinate ad avere un peso centrale nella nuova Giunta c’è il Partito Democratico, primo partito in Campania e protagonista di un ritorno di forza in diverse province. Per i dem, tre assessorati rappresentano la soglia minima rivendicata nel confronto con Fico. Una casella, però, sarebbe già considerata sicura: la vicepresidenza, che dovrebbe andare a Mario Casillo, figura di peso nella geografia interna del partito e protagonista della campagna elettorale pur non essendosi candidato.
La presenza dei dem in Giunta dipenderà molto dall’incastro delle altre deleghe e dalle richieste degli alleati. Ma è certo che il partito intenda far valere il proprio risultato, soprattutto per bilanciare un Movimento 5 Stelle che, pur avendo espresso il presidente, non controlla tutti i dossier interni alla maggioranza.
M5S e lista Fico Presidente: solo due assessorati, ma decisivi
Il Movimento 5 Stelle, insieme alla lista Fico Presidente, punta a ottenere due assessorati. Un numero che può sembrare ridotto rispetto al peso politico del governatore, ma che riflette la volontà di evitare un esecutivo sbilanciato e allo stesso tempo ridurre le tensioni con il PD.
Per i pentastellati, tuttavia, quelle due caselle avranno un valore simbolico altissimo, soprattutto se riguarderanno deleghe centrali come Scuola, Politiche giovanili, Welfare o Trasporti. In gioco ci sono figure che godono della piena fiducia di Fico, alcune interne al movimento, altre provenienti dalle sue collaborazioni più strette durante gli anni alla Camera.

Le altre forze della coalizione: un assessorato per ciascuna
Le liste civiche e i partiti minori che hanno contribuito alla vittoria del centrosinistra dovrebbero ottenere un assessorato a testa. È il caso di A Testa Alta, Casa Riformista, Avanti PSI, Alleanza Verdi Sinistra e Noi di Centro.
Proprio quest’ultimo punto sta generando discussione. La presenza di Clemente Mastella nel perimetro della maggioranza continua a rappresentare un tema politico sensibile, soprattutto dopo le frizioni degli ultimi anni nelle competizioni locali. Eppure, come spesso accaduto nella lunga carriera del sindaco di Benevento, anche stavolta Mastella sembra in grado di ottenere una casella per il suo gruppo. Una costante della sua strategia: restare centrale nel quadro regionale, indipendentemente dai rapporti turbolenti con gli altri partner.
Un mosaico complesso: la Giunta nascerà con molte anime
La sensazione che emerge dalle trattative è che la Giunta Fico sarà un organismo plurale, con identità diverse e con una forte impronta politica ma, allo stesso tempo, aperta a innesti della società civile. Sarà un esecutivo che dovrà conciliare richieste, aspettative e logiche di rappresentanza, ma anche garantire governabilità in una fase delicata per la Campania.
È un equilibrio che richiederà scelte nette: una distribuzione delle deleghe che premi competenze e capacità amministrative, senza cedere troppo alla pressione dei partiti. Ed è proprio in questa tensione che si inserisce la cifra del nuovo presidente, chiamato a definire la sua prima vera prova di governo.
Mentre i nomi circolano e i tavoli si moltiplicano, una certezza si fa strada: la Giunta Fico nascerà con molte anime, diversi pesi politici e probabilmente con almeno un paio di sorprese. La partita non è solo aritmetica, ma identitaria. E determinerà l’impronta che il nuovo presidente vorrà dare alla sua Campania.


