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Terlizzi, addio a Paolo Chiapperini: l’uomo si è spento a soli 49 anni

by redazione
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Terlizzi in lacrime, si è spento Paolo Chiapperini. L’uomo aveva soli 49 anni: la sua dipartita ha gettato nello sconforto tutta la sua famiglia e le persone che avevano avuto modo di conoscerlo e stimarlo. 

A darne il triste annuncio la mamma, le sorelle, i cognati, i nipoti, zii e zie, cugini, parenti e tutte le persone le gli hanno voluto bene. 

I funerali si terranno sabato 3 febbraio alle ore 8 presso la Chiesa S. Maria delle Grazie. La redazione si unisce al dolore che ha colpito la famiglia Chiapperini per la perdita di Paolo.

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Incidente a Casal Palocco, la mamma del bimbo morto: “Sapevo sarebbe finita così”. Lo youtuber patteggia 4 anni e 4 mesi

Il drammatico incidente avvenuto a Casal Palocco lo scorso 14 giugno, causato da Matteo Di Pietro, ventenne affiliato al collettivo youtuber Theborderline, ha portato a una condanna di 4 anni e 4 mesi. Di Pietro era alla guida di un SUV Lamborghini preso a noleggio, che travolse una Smart, causando la morte di un bambino di cinque anni.

La madre del piccolo Manuel, alla lettura della sentenza, ha dichiarato: «Mi aspettavo che sarebbe finita in questo modo». La famiglia del bambino ha accolto la condanna con il padre che ha ringraziato coloro che hanno pregato per il loro piccolo: «Grazie a voi che avete pregato per il nostro piccolo, strappato a questo mondo infame».

La tragedia ha colpito profondamente la comunità, portando alla luce il coinvolgimento di Di Pietro nel collettivo youtuber Theborderline. Il giovane ha patteggiato la condanna, dimostrando pentimento per il tragico incidente. La madre e la sorellina del bambino morto sono rimaste ferite nell’incidente.

Secondo quanto ricostruito dall’agenzia Ansa, Di Pietro era al volante del SUV Lamborghini noleggiato, viaggiando a oltre 124 km/h immediatamente prima dell’impatto con la piccola Smart. I passeggeri a bordo del veicolo avevano invitato più volte a ridurre la velocità, percependola come eccessiva rispetto al limite di 50 km/h.

La condanna, sebbene possa sembrare una forma di giustizia, suscita diverse riflessioni sulla sicurezza stradale e sull’impatto delle azioni inconsulte, specialmente quando coinvolgono figure pubbliche come gli youtuber. La famiglia del bambino spera che questa sentenza porti consapevolezza e responsabilità nel mondo dei social media e al di là di esso.

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