Home Uncategorized Uccide la moglie a padellate e simula una caduta: Rosa D’Ascenzo aveva 72 anni. Arrestato il marito

Uccide la moglie a padellate e simula una caduta: Rosa D’Ascenzo aveva 72 anni. Arrestato il marito

by Irene Viturri
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FEMMINICIDIO SANT’ORESTE. Nel cuore del Lazio, ha avuto luogo il primo femminicidio dell’anno, segnando una tragedia senza precedenti nella piccola comunità di Sant’Oreste, nella provincia di Roma. Un uomo di 73 anni, Giulio Camilli, noto localmente come “Capelli impicciati”, accusato di omicidio per aver brutalmente ucciso sua moglie, Rosa D’Ascenzo, 71 anni.

La drammatica vicenda ha avuto inizio con una lite scatenante, caratterizzata da parole pesanti, culminando in un tragico episodio nel loro degradato rifugio nelle campagne nei pressi del Monte Soratte, a soli 50 chilometri da Roma. La coppia, che viveva in condizioni igienico-sanitarie disastrose, è stata protagonista di un violento alterco che si è concluso con l’aggressione mortale.

Il modus operandi è stato tanto crudele quanto inusuale: Giulio Camilli ha afferrato una padella di ferro tra gli utensili a disposizione e ha colpito a morte la moglie, trasportando poi il corpo senza vita all’ospedale di Civita Castellana, in provincia di Viterbo, il primo gennaio. Inizialmente, l’uomo ha cercato di giustificare la morte attribuendola a una caduta accidentale dalle scale, dopo un presunto malore di Rosa.

Tuttavia, l’insolita natura delle lesioni ha sollevato sospetti tra il personale medico, che ha prontamente allertato le autorità. Giulio Camilli è stato immediatamente sottoposto a fermo con l’accusa di omicidio aggravato, vista la natura dell’accaduto e l’inesorabile necessità di giustizia.

L’orrore a Sant’Oreste: Rosa, prima vittima di femminicidio del 2024

Le indagini, condotte con determinazione dai carabinieri delle compagnie di Civita Castellana e di Bracciano e coordinate dalla Procura di Tivoli, hanno rivelato che si tratta effettivamente di un femminicidio e non di una tragica fatalità. Questo oscuro episodio segna il primo caso di femminicidio nel Lazio nel 2024.

All’interno dell’abitazione coniugale sono state rinvenute numerose prove, permettendo alla Procura di formulare l’imputazione provvisoria di omicidio aggravato. L’abitazione è stata immediatamente sequestrata nel corso delle indagini, mentre l’uomo, ritenuto a rischio di fuga, è stato detenuto. Incredibilmente, nessuna denuncia era mai stata presentata dalla vittima, sottolineando la complessità e l’oscurità di questa tragica vicenda familiare.

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