Home Uncategorized Pontoglio, sindaco leghista nega la cittadinanza a una marocchina (in Italia da 21 anni): “Non sa l’italiano”

Pontoglio, sindaco leghista nega la cittadinanza a una marocchina (in Italia da 21 anni): “Non sa l’italiano”

by redazione
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Nel piccolo comune di Pontoglio, situato in provincia di Brescia, l’atmosfera si è surriscaldata a seguito della decisione del sindaco Alessandro Pozzi di negare la cittadinanza italiana a una donna di origine marocchina, residente in Italia dal lontano 2003.

Secondo quanto riportato dal primo cittadino, la decisione è motivata dalla mancanza evidente della conoscenza della lingua italiana da parte della richiedente. La donna ha dimostrato “non solo di non possedere il livello minimo di conoscenza della lingua italiana ma, ancor più preoccupante, durante la cerimonia ha mostrato difficoltà nel capire la richiesta di pronunciare il giuramento richiesto dalla normativa”.

La formula del giuramento, che impegna il richiedente a essere fedele alla Repubblica, ad osservare la Costituzione e le leggi dello Stato, è diventata il banco di prova che ha portato alla decisione finale del sindaco. Pozzi ha sottolineato che tale comportamento è stato il segnale che ha fatto traboccare il vaso della concessione della cittadinanza.

Nonostante la donna abbia avanzato la richiesta di cittadinanza nel lontano 2009, il sindaco ha espresso preoccupazione per la sua incapacità di comprendere e parlare la lingua italiana anche dopo oltre vent’anni di permanenza nel Paese. Questa mancanza, secondo Pozzi, non solleva solo legittime preoccupazioni pratiche ma solleva anche interrogativi più ampi sul processo di integrazione, sia a livello familiare che sociale.

La questione della lingua italiana come requisito fondamentale per l’integrazione è stata enfatizzata dal sindaco, che ha evidenziato come la donna non abbia mai partecipato a corsi di alfabetizzazione, neanche ai più recenti proposti dal Cpia di Chiari nel 2022/2023. Questa mancanza di impegno nello sforzo di apprendimento della lingua locale è considerata inaccettabile dal sindaco. Questi ha ringraziato inoltre coloro che si sono impegnati nei corsi di integrazione come esempio di volontà di essere parte attiva della comunità.

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