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Mosca, il portavoce del Cremlino: “Dalla vedova di Navalny accuse infondate a Putin”

by redazione
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La recente morte di Alexei Navalny, il famoso dissidente russo, continua a scuotere il panorama politico internazionale, con accuse contro il presidente russo Vladimir Putin e richieste di indagini indipendenti che suscitano tensioni tra Mosca e l’Unione Europea.

Peskov: “Accuse infondate su Putin”

Dmitri Peskov, portavoce del Cremlino, ha respinto le accuse mosse da Yulia Navalnaya, vedova di Navalny, secondo cui Putin sarebbe responsabile dell’uccisione del marito. Le ha definite “accuse assolutamente infondate e rozze contro il capo dello Stato russo”. Navalnaya aveva dichiarato in un video che Putin era dietro all’omicidio di suo marito. Peskov ha aggiunto che, in considerazione del recente lutto di Navalnaya, non avrebbe commentato ulteriormente la situazione.

Le tensioni sono cresciute ulteriormente quando l’alto rappresentante dell’UE per la politica estera, Josep Borrell, ha sollecitato un’indagine internazionale indipendente sulla morte di Navalny. Tuttavia, Peskov ha respinto fermamente questa richiesta, sostenendo che Mosca non accetterebbe tali richieste, specialmente da parte di Borrell.

La madre di Navalny, Lyudmila, ha aggiunto pressione su Putin, chiedendo il ritorno del corpo di suo figlio. In un video diffuso dal team di Navalny, Lyudmila implora Putin di restituire il corpo di Alexei affinché possa essere sepolto dignitosamente. Il fratello di Navalny, Oleg, è stato incluso nella lista dei ricercati dalle autorità russe, nonostante sia morto in carcere pochi giorni prima.

Le dichiarazioni non sono venute solo dalle autorità russe. Il vicepremier e ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha sollevato preoccupazioni sulla morte di Navalny, affermando che potrebbe essere stato “fatto morire” indirettamente dal sistema. Ha ribadito che Navalny era stato soggetto a una detenzione che potrebbe aver contribuito alla sua morte. Tajani ha anche criticato la mancanza di democrazia in Russia, definendo il sistema pericoloso per l’Europa.

La morte di Navalny ha scatenato un’ondata di indignazione e richieste di azioni internazionali. Le pressioni sull’UE e su altre istituzioni internazionali per condurre indagini approfondite sulla morte del dissidente russo continuano a crescere, mentre Mosca respinge tali richieste e sostiene che si tratta di affari interni del Paese.

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