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Ilaria Salis, al via il processo a Budapest: l’italiana alla sbarra con mani e piedi legati

by Irene Viturri
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Il dramma di Ilaria Salis, la milanese detenuta in Ungheria da quasi un anno, ha raggiunto nuovi livelli di orrore durante la sua prima udienza a Budapest. La donna è stata presentata in tribunale con le manette, legata a un cinturone da cui partiva una catena che arrivava fino ai piedi.

Una guardia la tratteneva con un’altra catena di ferro, costringendola in questa posizione per tre ore e mezzo. La scena ha suscitato sgomento e rabbia tra gli avvocati e i familiari presenti in aula.

Il padre di Ilaria Salis, Roberto, non ha potuto trattenere la sua indignazione, dichiarando:

“Mia figlia viene trattata come un animale, e i politici, il governo e i giornali fanno finta di non vedere questa situazione inaccettabile.”

Ilaria Salis, accusata di aver aggredito due estremisti di destra a Budapest, ha dichiarato la sua innocenza. Tuttavia, la sua permanenza in cella si prolungherà, poiché la prima udienza è stata aggiornata al 24 maggio. Un coimputato tedesco si è dichiarato colpevole, ottenendo una condanna a 3 anni di reclusione.

L’avvocato Eugenio Losco, presente in tribunale, ha espresso la sua indignazione riguardo alle condizioni di detenzione di Ilaria, affermando che lo Stato italiano non può più ignorare questa situazione che viola le leggi nazionali. Ha sottolineato la necessità di trasferire Ilaria ai domiciliari in Italia e ha esortato il governo a intervenire immediatamente.

L’Unione Europea

Potrebbe rappresentare una speranza, con il commissario alla Giustizia Didier Reynders che offre il supporto nel quadro dei contatti bilaterali tra Italia e Ungheria. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto al governo ungherese di garantire il rispetto dei diritti di Ilaria Salis, come previsto dalle normative comunitarie.

La politica italiana ha manifestato sdegno e rabbia di fronte alle condizioni disumane di detenzione. Il dem Piero Fassino ha condannato l’uso delle catene, definendolo una violazione delle norme di civiltà e delle convenzioni internazionali. Peppe De Cristofaro di Avs ha esortato il governo e Tajani a spingere per il trasferimento di Ilaria in Italia.

Ieri sera, a Roma, si è tenuto un sit-in davanti all’ambasciata ungherese per protestare e chiedere il ritorno di Ilaria Salis in Italia.

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Ilaria Salis è stata confinata in un carcere di massima sicurezza dal 11 febbraio 2023, subendo la “detenzione preventiva”. Le autorità locali sostengono che la donna avrebbe aggredito alcuni neonazisti durante la manifestazione del Giorno dell’Onore, un evento che attrae migliaia di estremisti di destra nella capitale ungherese per commemorare un battaglione nazista che tentò di difendere la città dall’Armata Rossa durante l’assedio.

Secondo le autorità ungheresi, Ilaria Salis è ritenuta parte di un gruppo organizzato e accusata di aver pianificato le aggressioni. La sua permanenza in un carcere di massima sicurezza evidenzia la serietà delle accuse a suo carico. La detenzione preventiva è stata imposta sulla base delle presunte aggressioni ai danni dei neonazisti durante l’evento, che, secondo le autorità, farebbero parte di una strategia premeditata del gruppo a cui Salis è associata.

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