Home Uncategorized ​Ilaria Salis, il portavoce di Orban posta il video dell’aggressione “antifa”: «Reati gravi, le catene misure adeguate»

​Ilaria Salis, il portavoce di Orban posta il video dell’aggressione “antifa”: «Reati gravi, le catene misure adeguate»

by Irene Viturri
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La situazione di Ilaria Salis, la 39enne detenuta in Ungheria per l’aggressione a due militanti di estrema destra, si complica ulteriormente. Durante la prima udienza del processo, due giorni fa, è apparsa in aula con mani e piedi legati, trascinata da una guardia in catene.

Il portavoce del premier ungherese Viktor Orban, Zoltan Kovacs, ha reagito duramente su X, utilizzando parole forti contro l’insegnante lombarda e pubblicando il video dell’aggressione.

Kovacs sostiene che i reati di Ilaria Salis siano gravi, sia a livello nazionale che internazionale, e che le misure adottate nel processo siano adeguate alla gravità dell’accusa. Inoltre, mette in discussione la credibilità di Salis, citando false dichiarazioni riguardo alla sua istruzione, situazione familiare e relazioni personali.

Respingendo le accuse di trattamento disumano, Kovacs nega che Ilaria Salis sia vittima di maltrattamenti

Smentisce le affermazioni di “media di sinistra e organizzazioni per i diritti umani” e definisce il suo avvocato ungherese come “un avvocato apertamente di sinistra”. Kovacs assicura che i detenuti in Ungheria ricevono tre pasti al giorno, cure mediche adeguate e che le carceri rispettano elevati standard igienici.

Il portavoce di Orban sottolinea che i contatti di Salis con i genitori erano regolari e ordinati. Infine, afferma che in Ungheria i detenuti possono presentare denunce se ritengono che i loro diritti siano violati.

Scontro Tajani – Salvini

Antonio Tajani risponde a Matteo Salvini, sottolineando la necessità di rispettare le normative comunitarie sulla detenzione e chiedendo una verifica del trattamento di detenzione. Nel frattempo, viene reso pubblico un memoriale di Salis in cui denuncia condizioni igieniche precarie, mancanza di aria e trattamento degradante.

La vicenda continua a sollevare polemiche, alimentando la discussione sulle condizioni di detenzione e il rispetto dei diritti umani.

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