Home Uncategorized Gigi Riva, il rifiuto all’intervento che avrebbe potuto salvargli la vita. Il chirurgo: “Ha detto che voleva pensarci”

Gigi Riva, il rifiuto all’intervento che avrebbe potuto salvargli la vita. Il chirurgo: “Ha detto che voleva pensarci”

by redazione
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Gigi Riva ha rifiutato l’intervento di angioplastica che avrebbe potuto salvarlo: la testimonianza del direttore sanitario

La leggenda del calcio italiano, Gigi Riva, noto anche come “Rombo di Tuono”, ha colpito tutti ancora una volta con la sua tenacia, rifiutando un intervento di angioplastica che avrebbe potuto allungare la sua vita. Il direttore sanitario, Raimondo Pinna, ha condiviso i dettagli di questa sorprendente decisione, svelando un aspetto della personalità di Riva che lo ha contraddistinto per tutta la vita.

A 79 anni e dopo aver subito un infarto, Gigi Riva ha dichiarato no all’intervento di angioplastica proposto dal team medico. Questa decisione ha rievocato la sua testardaggine, che ha caratterizzato sia la sua carriera calcistica che la sua vita personale. Pinna ha raccontato che la prima risposta di Riva è stata un netto rifiuto, seguito da un enigmatico “fatemici ancora pensare”.

Il direttore sanitario ha spiegato che l’intervento di angioplastica era una soluzione proposta per ridurre gli effetti dell’infarto subito da Riva. Tuttavia, il paziente ha manifestato un’inusuale tranquillità nel prendere decisioni riguardanti la sua salute. Pinna ha chiarito che l’operazione comportava rischi, ma c’era un’opportunità che Riva ha deciso di non cogliere.

Il colloquio con i familiari

Prima di prendere la decisione definitiva, Gigi Riva ha chiesto di parlare con i suoi familiari, in particolare con i suoi due figli maschi. Ha lasciato intendere che avrebbe preso una decisione poco dopo. Tuttavia, quando il momento cruciale è arrivato, Riva ha ribadito il suo no, respingendo l’offerta dell’intervento chirurgico.

L’eredità di Gigi Riva

Gigi Riva, oltre a essere una leggenda del calcio italiano, ha sempre dimostrato la sua lealtà alla sua terra e alla sua gente. Un esempio lampante è il rifiuto nel 1973 di trasferirsi alla Juventus, preferendo restare a Cagliari “fra la sua gente”. Questa scelta, simbolo della sua dedizione, è rimasta impressa nella storia del calcio italiano.

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