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Ghali, scontri tra polizia e manifestanti nel sit-in davanti alla sede Rai per il caso Sanremo

by Irene Viturri
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La tensione è salita davanti alla sede della Rai di Napoli, in viale Marconi, a seguito di una manifestazione organizzata per le polemiche suscitate dall’esibizione di Ghali a Sanremo. Alcuni manifestanti hanno cercato di affiggere uno striscione, ma il loro tentativo bloccato dalle forze dell’ordine, causando spintoni e l’utilizzo dei manganelli.

Gli attivisti hanno denunciato l’accaduto, affermando che prima che potesse essere creata una delegazione per chiedere un’intervista, il presidio violentemente caricato, provocando diversi feriti.

Ghali represso a Sanremo e a Domenica In

Si sostiene che qualsiasi tipo di dissenso rispetto alla narrativa dominante che vede Israele come unica democrazia del Medio Oriente censurata e repressa violentemente. Come accaduto a Ghali durante il festival di Sanremo.

Inoltre, si fa riferimento a un sondaggio recente che dimostra che oltre l’80% degli italiani desidera un immediato e permanente cessate il fuoco nella regione.

La risposta delle forze dell’ordine ai manifestanti, secondo le prime ricostruzioni, ritenuta del tutto sproporzionata. Gli esponenti del Movimento 5 Stelle in commissione di Vigilanza Rai hanno condannato l’accaduto, definendo le immagini che giungono da Napoli sconcertanti e chiedendo al presidente della Rai, Marcello Piantedosi, di assumersi la responsabilità e di chiarire i motivi che hanno reso necessaria una simile reazione.

«Brutta pagina» e «Censura» : esplode il caso Ghali a Sanremo e a Domenica In dopo l’intervento di Mara Venier

«La libertà di espressione degli artisti è sacrosanta e va rispettata», è il messaggio del Partito democratico. «Ieri abbiamo assistito a una brutta pagina della Rai con l’Ad che si è elevato a giudice dei contenuti di una canzone e di ciò che dice un artista sul palco. E Mara Venier che si è prestata a fargli da megafono – continua la nota -. La questione non è la condanna della strage del 7 ottobre, che ci vede tutti uniti, come ci vede tutti uniti a chiedere il cessate il fuoco umanitario a Gaza. Quanto il rispetto degli artisti e la salvaguardia del pluralismo del servizio pubblico, la distinzione e la prerogativa dei ruoli, il rispetto del codice etico, del contratto di servizio e del Tusma». E poi ancora: «Non compete all’Ad entrare sui contenuti, addirittura in prima persona, interpretando arbitrariamente dichiarazioni o performance artistiche. E imponendo la lettura di un proprio comunicato in diretta tv per informare gli italiani del proprio pensiero». 

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