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Firenze, molotov al consolato Usa: individuato il presunto responsabile

by Irene Viturri
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Un giovane di 21 anni, nato in Italia da genitori palestinesi, è attualmente sotto indagine per l’attentato e la successiva registrazione del video di rivendicazione riguardante l’attacco al Consolato USA di Firenze.

Ieri sera, il 2 febbraio, si è svolta una perquisizione nella zona fiorentina, con l’impiego delle unità antiterrorismo e della Digos, coordinate dalla Procura di Firenze. Attualmente, la posizione del sospettato è oggetto dell’attenzione dei magistrati, con massimo riserbo sugli elementi raccolti finora e sui risultati della perquisizione.

La sua situazione è in esame in previsione di un possibile fermo

Secondo le prime informazioni, il soggetto è un ex studente universitario che lavora nell’azienda di famiglia in un comune del Mugello. Si tratterebbe di un individuo agente in solitudine, secondo quanto emerso finora. La sua identificazione sarebbe stata facilitata dalla decisione di inviare il video di rivendicazione dal suo cellulare, utilizzando un account fasullo.

Le indagini della polizia postale sono risultate decisive in questo senso. Durante la perquisizione, sono stati sequestrati il telefono, il computer e alcuni indumenti, possibilmente utilizzati nell’attacco. Le perquisizioni sono state condotte dalla Digos, su mandato dei pm Luca Tescaroli e Lorenzo Gestri, che collaborano con i carabinieri.

Nella notte tra mercoledì e giovedì, alle 3.30, un individuo con il volto travisato ha lanciato due molotov verso il Consolato USA. Successivamente, è stato diffuso un video di rivendicazione e minacce su Telegram, inviato anche a tre redazioni giornalistiche: Rai, Report e FirenzeToday.

Firenze, il giovane avverte in un video che seguiranno altri 49 attacchi in Italia

Nel video, girato di notte su Lungarno Amerigo Vespucci e firmato con la sigla “Tutto il mondo è Hamas,” viene mostrata la sede diplomatica americana. Il presunto autore annuncia l’attacco al Consolato in lingua araba, citando il Corano e mettendo in guardia il Governo italiano dal sostenere la causa israeliana e appoggiare gli Stati Uniti.

Avverte che seguiranno altri 49 attacchi a obiettivi sparsi in Italia. Successivamente, altri messaggi in italiano seguono, caratterizzati da toni violenti e minacciosi. La Procura, sin dall’inizio, ha considerato la situazione “seria” e ha avviato indagini guidate dalla Direzione Distrettuale Antimafia.

È stato aperto un fascicolo per il reato di atto di terrorismo con ordigni micidiali o esplosivi. Ai carabinieri è stata delegata la conduzione di una serie di verifiche per tracciare gli spostamenti dell’attentatore, individuato come una sola persona secondo i primi accertamenti sulle telecamere, grazie alla fitta rete di videosorveglianza nella città. Nel frattempo, i Ros e la polizia postale stanno esaminando il filmato per identificare l’autore.

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