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Confiscata La Sonrisa, il “Castello delle Cerimonie” diventa proprietà del Comune di Sant’Antonio Abate

by redazione
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Un duro colpo per il rinomato ristorante per cerimonie “La Sonrisa”, conosciuto anche come “Castello delle Cerimonie”, che ha fatto la sua comparsa su Realtime-Discovery grazie a un popolare reality televisivo sui matrimoni napoletani. La struttura è stata confiscata e trasferita dalla famiglia Polese, di cui il defunto capostipite Antonio Polese era noto come “il boss delle cerimonie”, al Comune di Sant’Antonio Abate, nella provincia di Napoli, nell’area stabiese. La confisca coinvolge gli immobili e i terreni su cui sorge l’edificio.

La decisione è stata presa in seguito all’esecuzione di una sentenza della Suprema Corte di Cassazione. Tutto risale al 2011, quando le autorità avevano individuato una serie di abusi edilizi che si erano sviluppati nel corso degli anni all’interno di un’area estesa per circa 40mila metri quadri.

Nel 2016, il Tribunale di Torre Annunziata aveva emesso una sentenza condannando Rita Greco, la moglie defunta di don Antonio Polese, e Agostino Polese, fratello di don Antonio, a un anno di reclusione con pena sospesa, quest’ultimo all’epoca amministratore della società. Tale sentenza era stata successivamente rivista in parte dalla Corte d’Appello di Napoli. Tuttavia, dal 15 febbraio, la sentenza è diventata definitiva con il pronunciamento della Cassazione. Si è stabilito così il passaggio dei terreni e degli immobili al Comune di Sant’Antonio Abate.

L’interrogativo che ora attanaglia tutti è il destino del ristorante e del reality “Il Castello delle Cerimonie”…

Sarà “La Sonrisa” in grado di rimanere aperta nonostante la confisca? Le cerimonie e i matrimoni già prenotati per il 2024 saranno confermati? La preoccupazione è tangibile, soprattutto per i livelli occupazionali. Il ristorante infatti dà lavoro a decine di persone durante i mesi primaverili ed estivi. Coinvolge almeno un centinaio di lavoratori.

Una possibile soluzione potrebbe essere quella di mantenere l’attività in corso con i contratti già stipulati, al fine di preservare i livelli occupazionali. Questo garantirebbe anche la continuazione del popolare reality show di Realtime incentrato sui “matrimoni alla napoletana”. Tuttavia, trattandosi di una sentenza esecutiva della Cassazione, sarà necessario seguire un iter specifico per risolvere la situazione. La priorità resta il rispetto della sentenza, seguita dalla tutela dei posti di lavoro.

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