Home Uncategorized “La Sonrisa siamo noi, non chiudeteci”. Protestano i lavoratori del ‘Castello delle Cerimonie’

“La Sonrisa siamo noi, non chiudeteci”. Protestano i lavoratori del ‘Castello delle Cerimonie’

by Irene Viturri
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CASTELLO DELLE CERIMONIE. Questa mattina si è svolto un corteo dei dipendenti dell’Hotel La Sonrisa in seguito alla confisca della struttura avvenuta la scorsa settimana su decisione della Corte di Cassazione.

I lavoratori si sono radunati all’ingresso del “Castello” indossando le divise da lavoro. Alla guida della manifestazione si sono trovati Ferdinando Romeo e Gaetano “Nino” Davide. Noti per la loro partecipazione a un reality show trasmesso su Real Time.

I manifestanti hanno espresso la loro preoccupazione riguardo alla possibile chiusura definitiva della struttura. Gaetano Davide ha dichiarato: “Siamo troppo legati a tutto quello che vedete qui, dalla famiglia al castello. È un puzzle perfetto che sta così da 35 anni. Se si tocca, se ne viene tutto a pezzi. È perfetto ma fragile. Parliamo di 300 famiglie che dipendono dal lavoro al Castello, se facciamo i conti parliamo con tutto l’indotto di 2.000 persone. Prendetevi la responsabilità di mandarli in strada…”.

Confisca Castello delle Cerimonie, l’incontro con la sindaca

Nel frattempo, è previsto un incontro oggi tra i lavoratori e la sindaca di Sant’Antonio Abate, Ilaria Abagnale. Tuttavia, una volta giunta la notifica della sentenza e completati gli adempimenti di rito, la sindaca non avrà altra scelta se non applicare la decisione della Corte.

La confisca dell’Hotel La Sonrisa è stata resa definitiva con una sentenza della Corte di Cassazione, emessa ieri. La struttura, nota al grande pubblico come “Castello delle Cerimonie”, è situata a Sant’Antonio Abbate ed è stata protagonista di una famosa serie TV dedicata ai festeggiamenti per matrimoni e altre occasioni. La Suprema Corte ha reso esecutiva la confisca degli immobili e dei terreni su cui sorge l’hotel, che saranno acquisiti nel patrimonio immobiliare del Comune di Sant’Antonio Abate. La vicenda giudiziaria è iniziata nel 2011, quando gli inquirenti hanno contestato una serie di abusi edilizi risalenti al 1979, su un’area di oltre 40.000 metri quadrati.

La sentenza del tribunale di Torre Annunziata, emessa nel 2016, ha condannato Rita Greco, moglie del “Boss delle Cerimonie” Tobia Antonio Polese, e suo fratello Agostino Polese, amministratore della società, a un anno di reclusione. La sentenza è stata in parte riformata dalla Corte d’Appello di Napoli e ora è definitiva con il pronunciamento della Cassazione.

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