Home Uncategorized Massacro di Altavilla, Kevin Barreca ha lottato «come un leone»: morsi e un quadro in testa ai «fratelli di Dio»

Massacro di Altavilla, Kevin Barreca ha lottato «come un leone»: morsi e un quadro in testa ai «fratelli di Dio»

by Irene Viturri
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MASSACRO ALTAVILLA. Kevin Barreca, uno dei giovani protagonisti della strage che ha sconvolto Palermo, ha vissuto un’esperienza tragica e tormentata. Il figlio sedicenne di Giovanni coinvolto in una serie di eventi terrificanti che hanno segnato profondamente la sua vita e quella della sua famiglia. Il racconto dei fatti, emerso dalle testimonianze raccolte dagli inquirenti e dalle conversazioni riportate, rivela un quadro agghiacciante di violenza e follia.

Inizialmente, Kevin ha assistito impotente all’omicidio brutale della sua stessa madre, Antonella Salamone, vittima delle torture inflitte dai presunti “fratelli di Dio”. Il giovane è stato costretto a partecipare attivamente al tentativo di occultamento del cadavere, un compito che nessun figlio dovrebbe mai sperimentare. Tuttavia, quando l’attenzione dei carnefici si è spostata su di lui, Kevin ha reagito con una determinazione sorprendente, lottando per la propria vita con tutte le sue forze.

Secondo quanto riportato da Sabrina Fina, uno dei principali testimoni degli eventi, Kevin ha opposto una resistenza eroica agli aggressori. Si è difeso con coraggio, arrivando persino a mordere uno degli aguzzini e a colpire un altro con un quadro. Questo gesto di strenua difesa ha suscitato la reazione degli aguzzini che hanno deciso di immobilizzarlo, legandolo con una catena arrugginita e fili, mentre il padre Giovanni lo teneva fermo.

Massacro Altavilla, le parole di Kevin

Le parole di Kevin, riportate in dettaglio dai suoi messaggi agli amici, dipingono un quadro inquietante della situazione familiare. Il giovane descriveva con angoscia le stranezze accadute in casa sua, attribuendole a presenze demoniache. Nei suoi messaggi, Kevin manifestava la sua profonda paura e la sensazione di non riuscire a controllare gli eventi che si stavano verificando attorno a lui. Si sentiva intrappolato in una realtà in cui il male sembrava avere il sopravvento, e la sua disperazione traspariva chiaramente dalle parole scritte con ansia e terrore.

Oggi, ad Altavilla Milicia, il comune alle porte di Palermo, si piange la perdita di Kevin, del fratellino Emmanuel di soli 5 anni e della madre Antonella. Il lutto cittadino è stato dichiarato e la camera ardente sarà allestita presso il plesso comunale Zucchetto. Don Salvo Priola, il parroco, guiderà un momento di preghiera e commiato alle 18. Il sindaco Pino Virga ha espresso il profondo cordoglio della comunità altavillese e ha annunciato che si costituirà parte civile nel processo sul triplice omicidio. Le vittime saranno seppellite nel cimitero di Altavilla.

La tragica vicenda rivela una serie di dinamiche familiari disturbanti, con tutti i membri della famiglia convinti di essere afflitti da presunte presenze demoniache. Kevin, il cui tormento interiore emerge chiaramente dai suoi messaggi, è diventato involontariamente un protagonista in una tragedia che ha sconvolto non solo la sua vita, ma anche quella di tutta la comunità. La sua lotta per la sopravvivenza rimarrà un simbolo di coraggio e resilienza, mentre il suo ricordo sarà per sempre impresso nei cuori di coloro che lo hanno conosciuto e amato.

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