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Strage di Altavilla, indagata la figlia superstite: «Miriam ha partecipato alle torture dei riti di purificazione»

by Irene Viturri
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La strage di Altavilla Milicia, che ha sconvolto la comunità e lasciato l’Italia intera attonita, assume sempre più contorni definiti mentre le indagini procedono e vengono alla luce nuovi dettagli.

In particolare, il focus si sposta ora sul ruolo della figlia superstite, Miriam, il cui coinvolgimento nei tragici eventi è al centro delle indagini condotte dalla Procura di Termini Imerese.

Indagata la figlia superstite: “Ha torturato i fratellini”

Il procuratore Ambrogio Cartosio ha annunciato che Miriam è stata iscritta nel registro degli indagati, in quanto sospettata di aver partecipato ai riti di purificazione che hanno preceduto la strage. “La superstite, la figlia primogenita ha partecipato alle torture dei riti di purificazione. Ho trasmesso gli atti alla procura per i minorenni che ha competenza”, ha dichiarato Cartosio, gettando ulteriore luce su uno degli aspetti più oscuri di questa drammatica vicenda.

La figlia superstite, Miriam, è stata al centro delle riflessioni del procuratore, che ha voluto sottolineare la sua particolare natura. “Quello che posso dire è che non è una ragazza qualunque, non è di una comune intelligenza e di una comune sensibilità”, ha aggiunto Cartosio, suggerendo che il coinvolgimento di Miriam potrebbe essere più complesso di quanto si possa immaginare.

Strage Altavilla, le dichiarazioni dei vicini di casa

La comunità locale e i vicini di casa della famiglia Barreca, protagonisti di questa tragica vicenda, hanno fornito testimonianze angoscianti che dipingono un quadro inquietante della famiglia. Una vicina di casa ha raccontato al Giornale di Sicilia che il padre, Giovanni Barreca, manifestava segnali di devianza legati alla sua visione distorta della religione. “Giovanni mi sembrava diabolico, avevo paura di lui”, ha raccontato, descrivendo episodi come la distruzione di oggetti religiosi e comportamenti irrazionali.

Le indagini hanno portato alla luce la presenza di Sabrina Fina e Massimo Carandente, una coppia di Palermo, nella casa al momento dell’omicidio. Secondo il sostituto procuratore Manfredi Lanza, i due erano presenti nella casa di Altavilla al momento dell’omicidio, suggerendo un coinvolgimento diretto nella vicenda.

Tuttavia, sembra che l’unica a non partecipare alle torture sia stata la madre Antonella Salamone. I riti di esorcismo e le torture duravano da circa un mese, coinvolgendo tutti i membri della famiglia tranne lei, secondo quanto riferito dal procuratore Cartosio.

Questa terribile vicenda continua a destare orrore e sgomento, con la comunità locale e il Paese intero che cerca ancora di comprendere come una situazione così tragica abbia potuto verificarsi all’interno di una famiglia. Le indagini proseguono, mentre emergono sempre più dettagli su uno degli eventi più drammatici degli ultimi tempi.

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