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Addio a Luigi Verrone, l’uomo lascia la moglie e due figli

by redazione
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San Cipriano d’Aversa in lacrime, addio a Luigi Verrone. L’uomo si è spento all’età di 53 anni gettando nello sconforto tutta la famiglia e tutti coloro i quali hanno potuto conoscerlo. 

A dare il triste annuncio della sua scomparsa la moglie, i figli, la mamma, le sorelle, cognati, nipoti e parenti tutti. I funerali si terranno domani, mercoledì 10 gennaio, alle ore 10:30 presso la Parrocchia di Maria SS. Annunziata in San Cipriano d’Aversa. La redazione si unisce al dolore della famiglia Verrone per la scomparsa di Luigi.

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Attesa di tre ore in ospedale prima di essere trasferito: Antonio Picciolo non ce l’ha fatta, aveva 39 anni

Tragedia all’ospedale: morto Antonio Picciolo, 39enne brindisino, per emorragia cerebrale in attesa di trasferimento a Taranto

Una tragica vicenda ha scosso la comunità di Brindisi, causando la morte di Antonio Picciolo, un uomo di 39 anni, a causa di un’atroce emorragia cerebrale. L’incidente, avvenuto durante la notte tra venerdì e sabato scorsi in un locale a San Pietro Vernotico, ha portato Picciolo al Pronto Soccorso dell’ospedale Perrino di Brindisi, dove è arrivato cosciente e in condizioni stabili.

Trasportato dal 118 al Perrino, Picciolo aveva avuto la lucidità di chiamare i suoi familiari per rassicurarli sulla sua situazione. Tuttavia, i medici, dopo aver eseguito una Tac, hanno diagnosticato un’emerita emorragia cerebrale, ma la mancanza di un medico radiologo interventista presso l’ospedale di Brindisi ha impedito il necessario intervento chirurgico salvavita.

Il tragico colpo del destino si è consumato durante le tre lunghe ore di attesa, senza poter disporre dell’ospedale adatto, poiché soltanto dopo questo lasso di tempo è stata ottenuta la disponibilità per il trasferimento al Santissima Annunziata di Taranto. Tuttavia, al suo arrivo nel nosocomio tarantino, l’uomo si trovava già in coma irreversibile.

Il 39enne, sposato e padre di due figli, era noto per la sua imponente statura fisica, tanto da essere affettuosamente soprannominato “il gigante buono” per la sua natura gentile e amichevole. Lavorava come steward.

La tragedia ha sollevato molte domande riguardo alle circostanze che hanno portato a questa drammatica situazione. Attualmente, l’ASL di Brindisi non ha rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale in merito all’accaduto.

È necessario fare chiarezza sulle responsabilità in questa vicenda che ha causato la perdita di una vita preziosa. La comunità attende risposte e si aspetta un’indagine approfondita affinché situazioni simili possano essere prevenute in futuro e che tragedie come queste non si ripetano mai più.

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