Uno studio conferma i benefici del gioco da tavolo: inclusione e valore sociale della condivisione, le parole degli esperti a Napoli
Il gioco da tavolo non è soltanto un passatempo, ma può diventare uno strumento concreto di inclusione sociale e benessere psicologico. A confermarlo è un importante studio condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Plymouth, guidato da Liam Cross e Gray Atherton della School of Psychology. La ricerca ha analizzato il rapporto tra il gioco e il benessere delle persone, con particolare attenzione ai soggetti con autismo, evidenziando risultati significativi.
Una ricerca che coinvolge oltre 1.600 giocatori
Lo studio, pubblicato sul Journal of Autism and Developmental Disorders e sull’American Journal of Play, si basa su cinque diverse indagini che hanno coinvolto oltre 1.600 partecipanti. I ricercatori hanno osservato come i giochi da tavolo siano in grado di offrire un ambiente sociale strutturato, nel quale le persone possono interagire con minore pressione rispetto ai contesti sociali tradizionali. Un elemento che favorisce la costruzione di relazioni e la nascita di legami, contribuendo anche a ridurre il senso di isolamento che spesso accompagna le persone più fragili dal punto di vista relazionale.
Il parere degli esperti
I risultati della ricerca trovano conferma anche nell’esperienza clinica. “Il gioco da tavolo crea un contesto in cui la relazione passa attraverso regole condivise e obiettivi comuni, e questo abbassa la soglia di ansia che molte persone associano all’interazione spontanea. Chi fatica nei contesti sociali tradizionali trova in quel tavolo uno spazio prevedibile, dove può esercitare la propria capacità di stare con gli altri senza sentirsi esposto. È uno strumento che la clinica può valorizzare, perché agisce sul legame e sulla fiducia”, afferma Vincenzo Barretta, psichiatra e direttore scientifico del Centro Noesis di Napoli. Secondo lo specialista, inoltre, il valore del gioco va ben oltre il semplice intrattenimento e rappresenta un’occasione concreta per sviluppare competenze sociali fondamentali.
Barretta sottolinea anche come il gioco da tavolo possa diventare un supporto prezioso per diverse categorie di persone. “Lo si osserva in molti contesti. Attività strutturate come il gioco da tavolo aiutano la persona a costruire e mantenere una socialità che il disagio, in varie forme, tende a erodere. Sedersi a un tavolo, dentro una dinamica fatta di turni, attesa e rispetto delle regole, significa esercitare competenze relazionali in uno spazio protetto. Proprio per questo, il gioco si rivela un alleato prezioso del benessere delle persone, in particolare di quelle più esposte all’isolamento. Chi vive forme di fragilità psichica, le persone anziane, gli adolescenti in difficoltà relazionale, chi attraversa percorsi di cura o di reinserimento sociale”, aggiunge.

L’impegno dell’industria del gioco
Anche il mondo dell’editoria ludica guarda con interesse ai risultati dello studio. Per Stefano De Carolis di Prossedi, direttore operativo della casa editrice in Campania e in particolare con sede a Napoli, Giochi Uniti, il riconoscimento scientifico rafforza una convinzione maturata negli anni attraverso il contatto diretto con giocatori e comunità. “Da anni sosteniamo che il gioco da tavolo non sia soltanto un prodotto, ma un linguaggio. Quando ci si siede a un tavolo si entra in uno spazio di regole condivise dove l’altro non è un estraneo da decifrare, ma un compagno di partita. Proprio lì che nascono relazioni, fiducia, appartenenza. Veder confermata dalla ricerca scientifica una funzione sociale che noi tocchiamo con mano a ogni fiera e iniziativa sociale ci spinge a lavorare perché si crei una vera e propria cultura del gioco da tavolo come strumento di crescita collettiva”, dichiara.
Secondo De Carolis, il nostro Paese deve ancora colmare un divario culturale rispetto ad altre realtà internazionali. “All’estero il gioco da tavolo entra da tempo nelle scuole e nei servizi; in Italia siamo più indietro. Uno studio come quello di Plymouth mette dei dati dove finora c’erano impressioni, e a quel punto diventa ancora più difficile relegare nell’immaginario collettivo il gioco a semplice passatempo”, conclude. Nell’attuale società digitale le relazioni passano spesso attraverso uno schermo. Il senso di solutine può facilmente aumentare, soprattutto tra giovani e anziani. In questo contesto il successo dei giochi da tavolo è emblematico. Probabilmente il bisogno di incontrarsi, collaborare e condividere non è mai del tutto scomparso.

